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Generali, dividendi più alti entro il 2015

Una profonda rivisitazione della compagnia, che ha già portato in molti passaggi a migliorare gli obiettivi del vecchio piano industriale; una riorganizzazione del modello di business, con un accentramento del “surplus” prodotto dalle varie anime del gruppo in giro per il mondo nella holding (per il 75%); l’uscita da otto patti di sindacato, per avere la possibilità di prendere decisioni solo in base alla convenienza economica; una forte concentrazione sulla riduzione del debito e una ancor più grande attenzione alla remunerazione degli azionisti. Anzi, è proprio questa la parte che ha più colpito gli analisti presenti all’Investor day, a Londra, delle Assicurazioni Generali (salita dell’1,5% in Borsa). Che, tra l’altro, hanno presentato in questa occasione il nuovo marchio – con una stilizzazione del Leone alato e il completamento della figura, coda compresa – che sarà comune a tutto il gruppo, nei sessanta paesi in cui opera.
Partendo dalle conferme, l’ad Mario Greco ha ricordato che l’obiettivo di un Roe operativo del 13% al 2015 rappresenta un «incremento sensibile della redditività » rispetto all’11,9% del 2012 mentre l’asticella della Solvency 1 – che misura per le assicurazioni la solidità patrimoniale – è fissata oltre il 160% al 2015 (ora è al 152). Greco è tornato a stigmatizzare la decisione di S&P di mettere sotto osservazione il rating: «Un clamoroso errore, irricevibile – ha detto – questi signori non guardano i numeri». Generali ha reso noto di aver ridotto da 58 a 55 miliardi i Btp nei portafogli mentre è quasi dimezzata la liquidità.
E ancora, più risparmi nei prossimi anni rispetto a quanto era stato annunciato nel precedente piano: ora si parla di 750 milioni di euro entro il 2015 (dai 600 ipotizzati a gennaio scorso) e di un miliardo al 2016, mentre sempre entro il 2015 la compagnia ha come obiettivo di ridurre il rapporto tra debito e patrimonio netto sotto il 35% rispetto al 40% attuale. Il tutto, considerando anche la focalizzazione sulla redditività, dovrebbe garantire una remunerazione crescente agli azionisti, grazie ad una generazione di cassa disponibile (per dividendi e investimenti) superiore a due miliardi al 2015.
Ma Greco ha detto di puntare a dividendi crescenti anche prima, da qui al 2015: «Dopo averemesso a posto il capitale, dobbiamo cominciare a remunerare adeguatamente gli azionisti – ha poi aggiunto – per questo motivo noi oggi parleremo di una politica di dividendi crescenti nel tempo una volta raggiunti i target sul capitale». L’ad di Generali ha ricordato che tradizionalmente il pay out del gruppo è del 40% ma secondo alcuni analisti potrebbe essere più generoso, una volta completato il rafforzamento del capitale.
Per quanto riguarda infine una nuova valutazione in merito all’azione di responsabilità verso l’ex ad Giovanni Perissinotto e l’ex cfo Raffaele Agrusti, come chiesto dall’Ivass, Greco ha escluso che si arrivi a formulare risposte all’autorità di vigilanza nel cda del 6 dicembre, ma ha definito «corretta» la cifra di 230 milioni di svalutazioni apportate nel bilancio 2012 nel private equity e nei fondi alternativi.
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