Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Generali corre in Borsa, Bolloré: fiducia in Greco

MILANO — «Le Generali sono un grande gruppo, che ha risentito della congiuntura. C’è stata una modifica della governance e oggi l’unità si fa attorno a Mario Greco, che è un grande manager». Così Vincent Bolloré, socio di Mediobanca con il 6%, piccolo azionista e vicepresidente della compagnia triestina, ha commentato per la prima volta ieri, a margine dell’assemblea del suo gruppo, la svolta compiuta sabato scorso dal board del Leone con la sfiducia a Giovanni Perissinotto e la decisione di affidare a Greco, proveniente da Zurich, il timone della società assicurativa. Svolta accolta in Borsa con un rialzo che, compreso il guadagno di ieri pari al 3,6%, sfiora il 15%.
Secondo Bolloré «c’era la necessità di unità intorno a una squadra, oggi quest’unità si fa intorno a Greco», il nuovo group ceo, «e sotto la presidenza di Galateri» (che ieri ha rassicurato gli agenti «sull’importanza strategica che conserverà la rete» del Leone). Perciò, prosegue l’imprenditore bretone, «io ho sostenuto questo movimento di cambiamento che è stato più che maggioritario, visto che ha riguardato i due terzi del consiglio». Per quanto riguarda le aspettative su Greco, ha aggiunto: «Mi aspetto che faccia il lavoro che serve, cioè continuare a sviluppare le Generali che sono una grandissima compagnia italiana, che ha ovviamente risentito della difficile congiuntura. Sono molto ottimista: Greco farà ciò che ha già realizzato in Ras e Zurich». Sui motivi che hanno portato al cambio della guardia, Bolloré non entra nei dettagli, limitandosi a indicare che «nei momenti difficili è classico che le imprese cambino. Non è una cosa negativa, rientra nella normalità. La vita continua e le Generali continuano». Ha quindi ripetuto: «I miei investimenti in Italia sono di lungo termine».
Bolloré si è quindi soffermato su Piazzetta Cuccia, principale socio di Generali con il 13,4%: «La quota in Mediobanca è assolutamente strategica. Ho molta fiducia nella banca che è molto ben gestita e ingiustamente poco quotata dalla Borsa». «È una banca e una holding. I suoi dirigenti sono rimarchevoli e il nostro obiettivo è rafforzarci», ha sottolineato, «siamo a capo di un gruppo di azionisti che ha diritto di avere l’11% del capitale. Se Groupama», socio con il 4,93%, «un giorno volesse uscire, noi ci rafforzeremo. Quindi non solo è strategica, ma vogliamo anche crescere». Volontà che comunque per le regole del patto di sindacato di Piazzetta Cuccia va sottoposta ad autorizzazione, visto che secondo il testo attuale gli investitori esteri singolarmente non possono possedere quote superiori al 6%. Bolloré ha infine ribadito la propria fiducia nell’Italia, Paese che «sta avendo successo» nel risanamento dei conti.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ancora un semestre di transizione per il gruppo Enel. La società leader del settore energia - nonc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo un anno di trattative Unicredit, con accelerazione da pochi attesa, irrompe verso l’acquisiz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A un certo punto della trattativa a un ministro dei 5 Stelle scappa detto che «qui crolla tutto»....

Oggi sulla stampa