Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Generali, conti oltre le attese ma pesano le attività in Russia

«Resiliente» alle recenti complesse dinamiche di corporate governance, con risultati superiori alle attese, soprattutto in termini di generazione del capitale e dunque di Solvency. È questa, in sintesi, la disanima di buona parte della case d’affari rispetto ai conti del primo trimestre 2022 presentati ieri da Generali. Numeri che hanno ricevuto anche l’ok del mercato, tanto che il titolo ha chiuso in progresso dello 0,97% a 18,17 euro. 

Non hanno generato preoccupazione, dunque, gli effetti sull’ultima linea di bilancio della questione Russia che ha comportato un utile in discesa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anzi Kepler Cheuvreux si aspettava addirittura un impatto più consistente dall’esposizione della compagnia nell’area. La maggior parte degli analisti, in ogni caso, sembra concordare sul fatto che la compagnia ha mostrato di sapere reggere l’onda d’urto legata ai dissidi tra i soci e interni al board. Dissidi che, recentemente, si sono riaccesi, complice la mancata condivisione da parte delle minoranza dell’approccio utilizzato dal Leone per definire la struttura e il numero dei comitati endoconsiliari. A tal proposito, è plausibile che la questione torni sul tavolo del board, dopo un passaggio al comitato nomine, la prossima settimana. Gli approfondimenti sarebbero ancora in corso ma, come è noto, tutto ruota attorno all’opportunità o meno di nominare un comitato investimenti in cui far confluire anche un comitato per le operazioni strategiche. Se il primo è certo il secondo invece è stato tolto dall’agenda, con grande disappunto delle minoranze che, in segno di protesta, si sono sfilate dagli altri comitati. Generando una situazione difficile da sostenere nel lungo periodo, considerato che le migliori practices di corporate governance richiedono la presenza di un membro della minoranza in ciascun organo ristretto. Va dunque definito una sorta “armistizio” ed è proprio a questo che si starebbe lavorando. 

Nel mentre i conti hanno messo tutti d’accordo. In particolare, i numeri dicono che al 31 marzo il risultato operativo si è attestato nella parte alta del consensus a 1,62 miliardi (+1,1%) mentre i profitti netti si sono fermati a 727 milioni, in calo del 9% rispetto agli 802 milioni segnati lo scorso anno. A pesare, principalmente, la svalutazione di 136 milioni sugli asset russi. Senza tale impatto l’utile sarebbe stato di 836 milioni, dunque in crescita rispetto a 12 mesi fa e oltre le previsioni degli analisti. Più nel dettaglio, a proposito del dossier Russia, Generali ha svalutato nel primo trimestre la partecipazione del 38,5% in Ingosstrakh di oltre 200 milioni. Il valore della quota nella compagnia è stato portato a 176 milioni (da 384 milioni di fine anno) mentre i titoli a reddito fisso detenuti direttamente dal gruppo sono stati rettificati a 40 milioni (da 188 milioni). Il gruppo ha anche, in Russia e Ucraina, «investimenti indiretti e attività finanziarie collegate a contratti unitlinked marginali, che sono pari rispettivamente a 43 milioni (111 milioni a fine 2021) e 34 milioni (117 milioni)». Riguardo a possibili ulteriori impatti, nel caso peggiore il conto potrebbe essere di altri 163 milioni, di cui 126 milioni legati a Ingosstrack e 37 milioni ai titoli di Stato russi, come ha spiegato ieri in conference call con i giornalisti il cfo Cristiano Borean. «Una cristallizzazione definitiva dei valori e delle svalutazioni ci sarà solo con la semestrale» ha aggiunto il manager. Alla domanda se la quota in Ingosstrack fosse in vendita, Borean ha detto: «È congelata ed è considerata puramente finanziaria, dunque trattata come un normale attivo di investimento». Tornando ai numeri i premi lordi hanno raggiunto quota 22,3 miliardi (+6,1%), in aumento nel Danni (+6,4%) e nel Vita (+6%) mentre il Solvency Ratio è cresciuto al 237% (dal 227% di fine 2021). Il Combined Ratio è risultato pari a 90,4% (per un incremento di 2,4 punti base). Infine, per quanto riguarda l’outlook 2022, la compagnia ha sottolineato che «il settore assicurativo globale potrebbe risentire dell’incertezza derivante dal rallentamento della crescita economica, dall’aumento dell’inflazione e dai rischi di escalation dell’invasione russa in Ucraina». Nonostante questo il gruppo ha confermato i target del piano triennale. Complice il fatto, come ha commentato Borean, che «i risultati al primo trimestre confermano l’ottima performance di Generali».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’inflazione all’8 per cento, la guerra, il lavoro povero, l’aumento delle diseguaglianze: la...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non più soltanto per le grandi aziende e le multinazionali: la sostenibilità, ambientale e social...

Oggi sulla stampa

Rassegna stampa per le imprese

Ancora un nuovo albo per gli esperti della crisi di impresa: entra formalmente in vigore mercoledì...

Rassegna stampa per le imprese