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Generali, conti in crescita. Dividendi a 4,5 miliardi

Generali conferma la politica di remunerazione degli azionisti ma si attiene alla raccomandazione pervenuta dall’authority di vigilanza italiana Ivass e non distribuisce entro fine anno la seconda tranche di dividendo, pari a 0,46 euro. Il gruppo intende procedere comunque al pagamento della parte restante nel 2021 se l’autorità esprimerà un orientamento positivo. Il group ceo Philippe Donnet rileva nella call con gli analisti che a differenza dello stop di Bce, «che garantisce terreno comune di gioco a tutte le banche, il regolatore europeo delle assicurazioni e le authority locali non sono stati in grado di garantire parità di condizioni. Non è accettabile: così non c’è competizione equa» fra compagnie concorrenti. «C’è dialettica con i regolatori e auspico che la situazione migliori nel 2021».

La decisione sulla cedola è stata comunicata insieme ai dati dei nove mesi, caratterizzati dall’impatto del covid, che si chiudono con il risultato operativo in crescita del 2,3% a 4 miliardi mentre il risultato netto risente di svalutazioni sugli investimenti e oneri non ricorrenti ed è pari a 1,297 miliardi, con un calo del 40%. Per l’utile netto normalizzato la diminuzione si attesta al 13% a 1,629 miliardi. Il prossimo appuntamento con mercato e investitori è per il 18 novembre, in occasione del digital investor day per un aggiornamento del piano strategico al 2021. Nel triennio 2019-2021 prevede dividendi per 4,5-5 miliardi. La compagnia, seguendo le raccomandazioni prudenziali delle autorità di vigilanza del settore, aveva deciso di pagare il dividendo in due fasi: 0,50 euro in maggio e 0,46 entro la fine del 2020 soggetta a verifica consiliare in relazione anche alle disposizioni di vigilanza. Il consiglio ha dunque esaminato ora le condizioni per procedere alla distribuzione della seconda tranche: solvency ratio pari al 203%, liquidità «molto elevata», posizione finanziaria definita «ottima», «business solido». Come ha detto il general manager Frédéric de Courtois la compagnia «ha tutti i prerequisiti finanziari per pagare la seconda tranche». Ma il board, pur riconoscendo «l’importanza del contributo del dividendo per i numerosi investitori istituzionali e i piccoli azionisti, in particolare nell’attuale contesto», ha preso atto delle lettera ricevuta dall’Ivass il 10 novembre nella quale si sottolinea che la raccomandazione del Comitato europeo per il rischio, ha carattere generale, perciò il gruppo è ritenuto impegnato a non procedere al pagamento della seconda tranche.

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