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Generali conferma il piano 2021 Utile netto a 1,8 miliardi, +34,6%

Generali archivia il primo semestre con risultati in crescita rispetto allo scorso anno, conferma per il triennio gli obiettivi del piano industriale ed esclude manovre, in acquisto e in vendita, nel capitale della controllata Banca Generali.

Nei primi sei mesi dell’anno in corso, il gruppo triestino ha registrato un utile netto di gruppo pari a 1,8 miliardi (+34,6%) e un utile netto normalizzato, che non comprende le plusvalenze dalla vendita di Generali Leben e delle attività belghe, che si attesta 1,3 miliardi (+6,4%). Il risultato operativo è stato di 2,724 miliardi (+7,6%) con i rami vita e danni che migliorano per la profittabilità tecnica confermata dal combined ratio a 91,8% (-0,02 punti base). Solido il capitale con la Solvency ratio a 209%, in calo rispetto al 217% dell’intero 2018 a causa di questioni tecniche e regolamentari, ma già tornato intorno a quei livelli: la scorsa settimana il Solvency Ratio di Generali era in crescita a quasi il 213% «a seguito del restringimento dello spread a luglio e del miglioramento dei mercati finanziari» ha precisato nel corso della conference call sui risultati il cfo della compagnia triestina, Cristiano Borean.

«Questi risultati evidenziano la capacità del gruppo di generare valore sostenibile, finanziario e industriale, per tutti i suoi stakeholder, oltre che l’esecuzione efficace e disciplinata del piano strategico triennale “Generali 2021” in tutti i segmenti di business», ha dichiarato il ceo di Generali, Philippe Donnet, commentando i conti semestrali in una nota. «Generali è oggi sempre di più un gruppo assicurativo e di asset management globale con un’eccellenza tecnica nel Vita e nel Danni e una expertise distintiva nella gestione del risparmio, che ci consentono di affrontare con successo le sfide competitive del settore per diventare lifetime partner dei nostri clienti», ha aggiunto.

Il Leone resta dunque focalizzato sul piano triennale al 2021, i cui obiettivi, confermati ieri dal management, prevedono una crescita degli utili per azione tra il 6% e l’8% un Roe medio superiore all’11,5% e un obiettivo di pay-out ratio tra il 55% e il 65%. Un percorso già tracciato nell’ambito del quale le acquisizioni sono contemplate solo in presenza di reali opportunità. Il tesoretto, però, c’è già con circa 3-4 miliardi di euro destinati alla crescita esterna, risorse al netto della recente operazione in Portogallo dove Generali ha rilevato la compagnia Seguradoras Unidas. «Siamo molto contenti delle acquisizioni fatte in Portogallo, che sono totalmente allineate con la nostra strategia e che ci danno una posizione di leadership nel Paese», ha detto il general manager della società Frédéric de Courtois, «sulla potenza di fuoco, noi avevamo detto che abbiamo 3-4 miliardi di euro di capital deployment, che idealmente se ci fossero buone opportunità saranno dedicati al M&a. Ma lo facciamo soltanto se ci sono buone opportunità, quindi grande disciplina nella nostra strategia di M&A», ha aggiunto. Inoltre, al momento, non sono in agenda nemmeno operazioni sulla controllata Banca Generali: «Non abbiamo piani per cambiare l’azionariato di Banca Generali, nè per comprare ulteriori azioni nè per venderne», ha sottolineato de Courtois interpellato su possibili movimenti nel capitale della controllata, e sul perchè nelle scorse settimane avesse definito “insolita” la quota detenuta a valle, pari al 51%. «Siamo molto contenti di Banca Generali, che darà un contributo essenziale al nostro piano in termini di crescita e innovazione», ha precisato.

Tornando ai conti il risultato non operativo è negativo per 588 milioni a causa della flessione della performance finanziaria per minori realizzi, positivo invece il risultato delle attività operative cessate, che accoglie il profitto di 352 milioni derivante dalla cessione di Generali Leben, nonché quello di 128 milioni dalla vendita delle attività belghe. I premi complessivi del gruppo ammontano a 35,7 miliardi, in aumento dell’1,8% per effetto degli andamenti positivi in entrambi i segmenti di attività. La raccolta netta Vita raggiunge 7,4 miliardi (+29,5%) e le riserve tecniche salgono a 358 miliardi (+4,3%). Quanto ai premi del segmento Vita, pari a 24.321 milioni, crescono dello 0,9% per lo sviluppo dei prodotti puro rischio e malattia, così come registrano un progresso del 3,9% i premi Danni che aumentano a 11.407 milioni. Prosegue, infine, lo sviluppo del segmento Asset Management con l’utile che si attesta a 133 milioni (+22%) con Asset Under Management in crescita del 24,1% a 605,9 miliardi. In Borsa il titolo Generali è salito dello 0,3%.

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