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Generali compra tutta Ppf e sale al 38% di Ingosstrakh

Le Generali trovano l’accordo con Petr Kellner e si preparano a salire al controllo di Generali Ppf Holding (Gph) e ad acquistare il 38% di Ingosstrakh. A sorpresa, infatti, attraverso uno scambio di asset, il Leone di Trieste metterà in portafoglio anche il pacchetto finora detenuto da Ppf attraverso la holding Beta nella compagnia assicurativa russa. L’intesa è stata raggiunta dopo alcune settimane di trattativa durante le quali il vertice delle Generali, con l’amministratore delegato Mario Greco in testa, è stato affiancato dagli advisor Bonelli Erede e Pappalardo e Goldman Sachs. L’esborso necessario a chiudere l’accordo sarà finanziato con il bond da 1,25 miliardi, scadenza a 30 anni, emesso dal gruppo a dicembre scorso.
L’ascesa in Gph
Secondo quanto si apprende il consiglio delle Generali, riunito in sede straordinaria ieri sera, ha deliberato di rilevare da Petr Kellner il 49% di Gph. Lo farà, però, in due tranche. L’acquisto della prima, pari al 24,5% del capitale della joint venture, verrà perfezionato a marzo 2013 e prevede un esborso vicino agli 1,3 miliardi di euro. Ciò permetterà al gruppo di Trieste di salire fino al 75% di Gph e di avere maggiore voce in capitolo nella gestione della jv. Allo stato attuale non sarebbero stati definiti i nomi del possibile nuovo vertice ma è possibile immaginare un rimpasto nella governance di Ppf Holding visto il ruolo chiave che vestirà il Leone nell’azionariato. La seconda fetta, invece, verrà comprata entro il 31 dicembre 2014 e comporterà un esborso sempre di 1,3 miliardi. Il che significa che il 49% di Gph è stato valorizzato complessivamente attorno ai 2,6 miliardi. Più o meno quanto Kellner aveva valutato il pacchetto nel bilancio del proprio gruppo. Il valore è in linea con quanto era stato stabilito nei dettagliati accordi tra l’imprenditore ceco e le Generali. In particolare, la facoltà di uscita concessa a Kellner stabiliva che questa potesse essere esercitata a luglio del 2014 con un potenziale esborso per Trieste tra i 2,4 miliardi e i 2,7 miliardi. Tuttavia, sempre quei patti sottolineavano che se Kellner fosse uscito prima del 17 gennaio 2013, il fair market value non poteva essere inferiore a 2,5 miliardi. L’imprenditore ne ha raccolti pochi di più e li userà per abbattere il debito. Nel dettaglio con i soldi raccolti grazie alla cessione della prima tranche dimezzerà la propria esposizione (2,1 miliardi complessivi) e rimborserà metà del prestito obbligazionario emesso da Ppf e sottoscritto dalle Generali (400 milioni).
L’acquisto di Ingosstrakh
Nell’accordo complessivo è previsto anche che Generali prenda possesso del 38,46% di Ingosstrakh che Ppf detiene attraverso Ppf Investment. L’operazione si chiuderà attraverso uno scambio di asset. Pare infatti che il gruppo di Trieste, che comunque vanta degli interessi economici nella catena attraverso la quale Ppf Investment custodisce la partecipazione, metterà sul piatto il proprio 27,5% di Ppf Partners per ottenere il controllo di Ppf Beta, l’ultima scatola adibita al controllo della quota nella compagnia russa. Il meccanismo appare complesso, l’esito, tuttavia, è che a fronte del 27,5% di Ppf Partners Generali avrà il controllo totale del 38,46% di Ingosstrakh. Allo stato non è possibile definire il valore della transazione. Si può però ricordare che Ppf Partners ha un fondo che ha raccolto 615 milioni di euro e che ha interessi in società di servizi, Termizo, di media, Ukraine Cable Tv, di leisure, Continental Hotels, di investimento, Credis Invest, e di energia, EP Holding.

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