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Generali chiude su Bsi Al cda l’offerta Btg Pactual

L’appuntamento è fissato per oggi, quando Generali riunirà il consiglio di amministrazione. Sul tavolo del board ci saranno due questioni chiave: primo, come da agenda, i dati del trimestre; secondo, le cessioni in programma con Bsi che sembra destinata a finire nelle mani dell’istituto brasiliano BTG Pactual. Non solo. Secondo indiscrezioni, la compagnia triestina sarebbe pronta ad aprire anche un nuovo dossier, che porta il nome di Banca Generali, controllata al 51% da Trieste.
Attesa sui dati
Sul fronte dei dati finanziari del gruppo, il board esaminerà i risultati del primo trimestre 2014. In proposito, il consensus del mercato è sostanzialmente positivo, prevedendo un risultato netto in linea o superiore a quello del primo trimestre 2013 (pari a 603 milioni di euro). Il consensus è di 610 milioni di euro, e in questo quadro le previsioni più conservative sono quelle di Kwb, che stima un risultato netto di 589 milioni, mentre Bank of America vede un risultato netto a 612 milioni e il Credit Suisse arriva fino a 675 milioni. Complessivamente il mercato si aspetta poi un incremento dell’indice Solvency I, che ha un consensus a 151%. Nell’attesa, ieri Generali ha segnato un calo dello 0,8%.
Bsi verso i brasiliani
La riunione del consiglio di amministrazione di oggi servirà anche per fare il punto sulle dismissioni in lista d’attesa. Tra queste spicca la banca ticinese Bsi (ex Banca della Svizzera Italiana) che, secondo indiscrezioni, dovrebbe finire all’istituto brasiliano Btg Pactual. La Bsi è stata da tempo messa in vendita dalle Generali e tra i pretendenti rimasti in campo ci sono la coppia formata da Cinven e dall’Investindustrial della famiglia italiana Bonomi, la banca elvetica Julius Bär, e appunto la banca brasiliana Btg Pactual. La riunione di oggi risulterà ad ogni modo decisiva per il futuro dell’istituto. Nel caso in cui – ipotesi che comunque non si può escludere – alla fine non si dovesse trovare un accordo con i brasiliani, Generali sarebbe orientata a stoppare la procedura attualmente in corso per mettere in pista un progetto alternativo. L’obiettivo sarebbe quello di costruire per Bsi un equity story di peso per poi procedere con la quotazione. E per farlo dovrebbe intervenire in maniera incisiva sull’attuale gestione. Generali ha già avviato un programma di taglio dei costi ma, nel caso, dovrebbe promuovere un riassetto del vertice e delle dinamiche di business, con una forte riduzione per esempio del lending, e un taglio netto rispetto ad alcune attività passate, come quelle legate ai trust.
Il dossier Banca Generali
Se il processo di vendita di Bsi sembra ormai al capolinea, sul tavolo del board potrebbe riaprirsi un nuovo dossier: Banca Generali. Banca Generali rientra negli asset giudicati non core dal management della compagnia triestina. Tanto che ormai da tempo sarebbero state avviate indagini di mercato e contatti esplorativi con alcune banche d’affari per capire l’interesse potenziale di investitori finanziari e fondi di private equity. Banca Generali è in carico a Trieste intorno ai 4 euro per azione, contro un valore di Borsa che si aggira intorno a 22,8 euro per azione. Oggi, infatti, la controllata del Leone capitalizza 2,6 miliardi di euro.
Cedere un corposo pacchetto, dunque, potrebbe tradursi per Trieste in diversi punti di indice di Solvency. Ad aprile dello scorso anno Generali aveva già collocato un pacchetto del 12,5% della controllata che aveva fruttato a Trieste una plusvalenza di 143 milioni. C’è stato poi un periodo di lock up sulla partecipazione del 51,38% che è scaduto l’8 ottobre scorso. Oggi, dunque, la compagnia, volendo, ha mano libera sulla gestione della partecipazione.

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