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Generali cede la quota Intesa Sanpaolo

Generali chiude la partita Intesa Sanpaolo. Il gruppo assicurativo ha annunciato ieri in serata di aver venduto il 3,04% del capitale di Ca’ de Sass valorizzando di fatto l’intero pacchetto che lo scorso febbraio la compagnia aveva acquistato, prima attraverso un prestito titoli e poi formalmente, per difendersi da una possibile mossa della banca sul capitale del Leone. La quota è transitata fuori mercato finendo però nelle mani di diversi investitori istituzionali.
Dal punto di vista finanziario la partita, secondo quanto comunicato dalle Generali, si sarebbe in sostanza chiusa in pareggio anche se con qualche beneficio per la compagnia assicurativa. Il gruppo ha infatti ricordato di aver neutralizzato il rischio sui 510 milioni di titoli Intesa Sanpaolo, a suo tempo rilevati, attraverso un’operazione in strumenti derivati collateralizzati, deal chiuso sempre ieri. Tuttavia, la società assicurativa ha incassato la cedola staccata dalla banca. Ca’ de Sass ha messo in pagamento il dividendo lo scorso 24 maggio e Generali ha ceduto il pacchetto solo ieri. Il che significa che l’azienda guidata da Philippe Donnet, pur non avendo beneficiato della variazione positiva del titolo Intesa che dallo scorso 17 febbraio è salito più o meno del 16%, potrebbe aver incassato circa 90 milioni di cedola. Cifra rotonda che certamente appare più che capiente per finanziare quanto è stato speso in termini di commissioni legate al prestito titoli e al successivo acquisto delle azioni. Di conseguenza, qualcosa è certamente rimasto nelle casse del Leone.
Più volte, in passato, il ceo di Trieste, aveva detto apertamente che la partecipazione, per quanto rotonda, non era «strategica» ma «finanziaria» e come tale sarebbe stata gestita, «ossia nel migliore interesse di tutti gli azionisti». Donnet, in passato aveva anche aggiunto: «L’acquisto di quella partecipazione era la cosa più ovvia da fare per evitare un’operazione di stakebuilding e quindi un accumulo di quote senza il pagamento di alcun premio». Non è mai stata data alcuna indicazione precisa sulla possibile valorizzazione della partecipazione, tuttavia il ceo ha sempre fatto capire che l’obiettivo era venderla «a breve». E così è stato. Pagato il proprio dividendo e incassata la cedola Intesa Sanpaolo, Generali ha ceduto la quota. Va ricordato che l’investimento valeva circa 1,1 miliardi mentre ora il gruppo assicurativo «mantiene un’esposizione marginale in azioni Intesa Sanpaolo come investimento finanziario ordinario». Si tratta, più o meno, di uno 0,3% che già in precedenza era nel portafoglio del Leone.
Gli altri titoli, come è noto, sono stati rilevati a valle delle indiscrezioni secondo cui Intesa Sanpaolo stava valutando un’operazione su Trieste. Rumor poi rivelatisi concreti e rispetto ai quali il Leone si era difeso entrando nel capitale della banca che, tuttavia, dopo aver confermato di aver allo studio possibili «combinazioni industriali» con il gruppo assicurativo ha poi deciso di abbandonare il campo. Di qui la mossa di Generali che, incassato il dividendo, ha scelto di valorizzare il pacchetto.

Laura Galvagni

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