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Generali cede Bsi, patrimonio più forte

Due mesi di trattativa in esclusiva e ieri l’annuncio: Generali ha ceduto la Bsi al brasiliano Banco Btg Pactual per 1,5 miliardi di franchi svizzeri, corrispondenti a circa 1,24 miliardi di euro. L’operazione è stata approvata ieri mattina dal consiglio del Leone e sarà completata entro il primo semestre 2015. La vendita, che Trieste prevede possa produrre 100 milioni di minusvalenza, consente a Generali di migliorare l’indice Solvency 1 di 9 punti portandolo a circa il 160%: il gruppo guidato da Mario Greco porta così le cessioni complessive quota a 3,7 miliardi e raggiunge con un anno di anticipo rispetto al piano strategico l’obiettivo di solidità, con un miglioramento complessivo di 40 punti del coefficiente, che era a quota 120%. «La vendita di Bsi rappresenta un passaggio chiave nel rilancio di Generali», ha detto Greco, «Si completa il percorso di dismissioni volto a rafforzare la nostra base patrimoniale e ora possiamo guardare avanti, concentrandoci sul core business assicurativo senza quello che è stato un problema per lungo tempo».
La compagnia del Leone, che nell’operazione è stata affiancata da Jp Morgan e Mediobanca in veste di advisor, incasserà in contanti 1,2 miliardi di franchi svizzeri mentre i restanti 300 milioni saranno corrisposti in strumenti azionari del gruppo brasiliano: Generali verrà a detenere una quota pari a circa l’1% della investment bank. Inoltre è previsto che il prezzo di acquisto possa essere adeguato in base anche all’eventuale onere economico di Bsi derivante dal tax amnesty programme del dipartimento di giustizia Usa relativo agli istituti bancari svizzeri.
Trieste si concentra dunque sempre di più nel core business, che rappresenta uno degli obiettivi fondamentali del nuovo corso di Greco. La Bsi di Lugano,controllata fino agli anni Settanta dalla Comit, era stata acquistata nel 1998 per 2.200 miliardi di lire. A metterla in vendita era stato il gruppo elvetico Sbs che, avviata la fusione con Ubs, aveva dovuto procedere alla dismissione per ragioni Antitrust. Erano arrivate nove manifestazioni di interesse (tra le quali anche dalla stessa Comit) e alla fine erano rimaste in corsa Generali e Deutsche bank. Nel 2007 la Bsi è stata fusa con la Buc (rilevata da Fiat nel 2006) e integrata con Banca del Gottardo, acquistata nel novembre di quell’anno da Swiss Life per circa un miliardo. La banca, specializzata nel private banking, ha sviluppato con il tempo il business dell’asset management in particolare in Asia con basi a Hong Kong e Singapore. Oggi gestisce asset per 90 miliardi di franchi.
Con l’arrivo di Greco, nell’agosto 2012, e in particolare con il piano strategico, la Bsi è stata inserita fra gli asset «non core» da dismettere per concentrarsi nelle assicurazioni e rafforzare il capitale. Non è stata però una dismissione facile ed è stata preceduta da svalutazioni dell’asset (nel 2013 l’impairment è stato di 217 milioni). Rumor avevano parlato di diverse manifestazioni di interessi iniziali, poi con il tempo i nomi rimasti sono stati indicati in tre, fino a quando è stata avviata l’esclusiva con i brasiliani. Btg Pactual, per il quale Bsi rappresenta «la maggior acquisizione fuori dall’America Latina», ha spiegato la mossa con la volontà di «espandere la posizione nell’asset management». Il gruppo in Italia ha di recente investito in Mps, rilevando il 2% e sottoscrivendo il patto di sindacato con la Fondazione senese e gli americani di Fintech, e in Carige con una piccola quota.

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