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Generali in campo per l’M&A: al vaglio Russia e Malesia

Generali torna al lavoro sui dossier di crescita all’estero. Dopo aver archiviato le ambizioni in Polonia per gli asset messi in vendita da Aviva, complice l’offerta concorrente di Allianz che ha alzato pesantemente l’asticella del prezzo, il Leone di Trieste riprende il filo delle partite ancora in corso.

E tra queste sono due quelle che andranno all’esame oggi del comitato strategico e domani del consiglio di amministrazione. In particolare si tratta di un potenziale investimento in Malesia e della già nota operazione in Russia.

I due dossier andranno all’esame degli organi consultivi e deliberativi dopo unanime condivisione. Circa l’esito del confronto, però, è ancora tutto da stabilire. C’è uno dei due Paesi che è oggettivamente più complicato, la Russia, e che rappresenta dei rischi geopolitici tutti da valutare. L’altro, invece, verrà analizzato più semplicemente sulla base di un criterio costo/opportunità, ossia se a una determinata cifra vale o non vale la pena investire in quella determinata area.

In particolare Generali avrebbe messo nel mirino, come già trapelato le scorsa estate, le attività di Axa in Malesia. Ossia le due joint venture con Affin Bank, Axa Affin General Insurance e Axa Affin Life Insurance. Due asset che complessivamente potrebbero avere una valutazione prossima ai 700 milioni di dollari e concentrate sia sul danni, che rappresenta la parte preponderante, sia sul vita. Axa Affin General Insurance è tra i principali assicuratori sanitari a Kuala Lumpur, con circa 5mila agenti. Dal bilancio di Axa emerge infatti che le due unità di business hanno generato complessivamente 615 milioni di ricavi nel 2019.

Gli asset, peraltro, sarebbero finiti anche nel mirino di Hsbc in cordata con Etiqa. La Malesia, d’altra parte, è uno dei Paesi su cui Generali ha deciso di scommettere negli ultimi anni. A partire dall’iniziale acquisizione nel 2014 del 49% di Multi Purpose Insurance Berhad, con un investimento di 81,4 milioni di euro. Pacchetto poi arrotondato al 70% negli anni successivi.

Ben diverso è il dossier russo. Come già scritto, il Leone starebbe guardando con interesse a una società attiva principalmente nel settore dei danni e ben posizionata in termini di quote di mercato. Il valore dell’operazione sarebbe vicino ai 2 miliardi di euro e riguarderebbe l’ingresso in RESO-Garantia, compagnia fondata nel 1991 e che fa capo alla famiglia Sarkisov, di cui Axa nel 2008 ha acquistato una quota vicina al 38%. La compagnia è uno dei principali operatori russi, al punto che, stando alle ultime stime, vanterebbe una quota di mercato prossima al 9%. RESO è una società che distribuisce attraverso tutti i canali disponibili, con particolare attenzione però al canale degli agenti, considerato che dispone di una rete di circa 30.000 professionisti. Inoltre ha una base clienti vicina a 10 milioni di persone.

Entrambe le occasioni, in ogni caso, verranno valutate secondo parametri ben specifici: dovranno avere determinate logiche industriali e strategiche, in primis favorire la crescita, e poi dovranno rispettare i dettami di rigore finanziario che la società si è data. Il gruppo, va ricordato, ha ancora circa 2,3 miliardi di euro da utilizzare come tesoretto per l’M&A secondo il piano, dopo aver già speso circa 1,8 miliardi. «Cerchiamo opportunità con la stessa disciplina di sempre. Per noi le acquisizioni non sono un obbligo, ma un modo per creare valore per gli azionisti. Non so cosa faremo da qui alla fine dell’anno, dipenderà dalla qualità delle opportunità che troveremo», ha spiegato qualche tempo fa il ceo Philippe Donnet agli analisti.

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