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Generali, Bolloré lascia la vicepresidenza

Nel giorno in cui la francese Groupama ha ufficializzato la disdetta al patto di sindacato di Mediobanca, il finanziere bretone Vincent Bolloré lascia tutti gli incarichi nella partecipata Generali, sia la vicepresidenza sia la carica di consigliere. La decisione sembrerebbe dettata da motivazioni tecniche, in quanto la nuova normativa francese sui doppi incarichi non permette di sedere in più di due board nel caso in cui uno dei due incarichi sia operativo, come la vicepresidenza di Vivendi. Tuttavia, la decisione di Bolloré di lasciare il vertice di Generali – 43esima società al mondo, con 391 miliardi di euro di investimenti complessivi – non sarà una ritirata strategica dall’Italia ma certo chiude un capitolo nella storia della presenza francese nel Paese. Oltre dieci anni segnati a Trieste proprio dal legame fra Bolloré e l’ex presidente del Leone, Antoine Bernheim.
Il finanziere francese, che il 27 settembre ha partecipato al consiglio di Generali e preannunciato la decisione di lasciare, ha fatto sapere che rinuncia «ai suoi incarichi in Generali al fine di dedicare maggiore tempo a Vivendi in cui è appena stato nominato vice presidente», e di cui potrebbe diventare a breve presidente.
Bolloré, ha comunicato il gruppo di Parigi, «rimane azionista delle Generali e di Mediobanca dove rappresenta il gruppo degli azionisti esteri con l’11% del capitale». Anzi, secondo indiscrezioni, l’imprenditore transalpino avrebbe dato la disponibilità ai soci del patto di sindacato di arrotondare la propria quota vincolata all’accordo parasociale, portandola dal 6% al 7-8% del capitale.
In ogni caso, il gruppo C degli investitori esteri del patto di Mediobanca resterà all’11% del capitale, e Bolloré intende pilotare entro la fine dell’anno l’arrivo di un nuovo socio in sostituzione di Groupama che ha deciso di disdettare il patto, cui aveva vincolato una quota del 4,93%. Il nuovo investitore estero che Bolloré porterebbe in Mediobanca acquisirebbe dunque, in tutto o in parte, i titoli ora di proprietà della compagnia assicurativa francese. Mentre, per le stesse ragioni per cui ha lasciato il consiglio di Generali, Bolloré non sembra avere alcuna intenzione di tornare nel board di Mediobanca.
Ora l’attenzione del mercato è focalizzata nel capire le ricadute dell’uscita di Bolloré sulla governance di Generali, in un momento in cui il legame e l’intreccio azionario fra il colosso assicurativo di Trieste e la merchant bank di Piazzetta Cuccia si va allentando. I rapporti del finanziere francese con il ceo Mario Greco sono definiti ottimi e Bolloré ha appoggiato in questi mesi il vertice della compagnia nel riassetto, a volte faticoso, della governance del gruppo assicurativo. La stessa scelta di Greco di affidare al francese Philippe Donnet, già membro del supervisory board di Vivendi, la guida della sub holding Generali Italia, sembra confermare la buona intesa fra il manager che sta guidando il rilancio di Generali e il grande azionista estero di Mediobanca. Si vedrà, così, se e come l’uscita di Bolloré modificherà gli equilibri all’interno del consiglio del gruppo di Trieste.
Bolloré era vice presidente di Generali in quota a Mediobanca e per la successione non è ancora stato fatto alcun passo formale né convocato il comitato nomine di Piazzetta Cuccia. Secondo quanto si apprende il finanziere non disdegnerebbe tuttavia un candidato a lui vicino. Si vedrà.

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