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Generali, Bankitalia accelera su Cdp

MILANO — Bankitalia accelera sul 4,5% di Generali e intende chiudere con la Cdp entro Natale. Proseguono dunque serrati i contatti per la messa a punto dell’operazione, che dovrebbe prevedere l’ingresso di Via Nazionale nel capitale del Fondo strategico italiano, controllato dalla Cassa depositi, con il conferimento della quota detenuta nel Leone che vale circa 900 milioni.
Fra le questioni sul tavolo anche alcuni nodi relativi alle preoccupazioni espresse dagli azionisti rilevanti della compagnia triestina sul rischio di un intervento della politica (timori cresciuti peraltro dopo la decisione sulle dimissioni annunciata dal premier Mario Monti) dato che Cdp è controllata per il 70% dal Tesoro, mentre il resto è in mano alle Fondazioni. Sarebbero allo studio impegni relativi a una continuità di comportamenti, cioè di prassi di governance: in sostanza secondo queste riflessioni il gruppo Cdp-Fsi, come Bankitalia, non interferirebbe nel governo societario della compagnia e quindi non avrebbe rappresentanti nel consiglio né presenterebbe liste e per il voto adotterebbe i criteri di «neutralità» che Via Nazionale ha fatto propri anche esprimendosi in assemblea a fianco di Assogestioni. Inoltre sul tavolo del negoziato ci sarebbe anche l’ipotesi di un ricollocamento successivo della quota sul mercato.
La firma del contratto ancora non c’è ma il direttore generale dell’istituto di vigilanza Fabrizio Saccomanni intende risolvere la questione del potenziale conflitto di interessi entro gennaio, quando cioè l’istituto assumerà attraverso l’Ivass anche la supervisione sulle compagnie assicurative: tra l’altro va tenuto conto del fatto che Generali a sua volta ha in portafoglio una quota, pari al 6,3%, di Banca d’Italia.
E sempre sull’assetto della compagnia triestina Unipol ha completato mercoledì il collocamento sul mercato dell’1% circa detenuto nel rispetto degli impegni presi con l’Antitrust sulla fusione con Fonsai.
Oggi intanto il Leone riunisce il consiglio che avrà anzitutto all’ordine del giorno il via libera alla parte di «strategic review» dedicata al riassetto in Italia. Il group ceo Mario Greco punta al rafforzamento del Leone sul nostro mercato prediligendo il marchio Generali. A fianco del quale dovrebbero restare quelli legati a specifici canali e segmenti di clientela. Oggi il portafoglio dei brand include anche Alleanza-Toro, Ina-Assitalia, Fata e Genertel. Per la riorganizzazione dovrebbe essere stata seguita anzitutto la logica del canale distributivo, e in particolare della sua struttura. È perciò probabile che oltre al marchio leader restino Alleanza e Genertel, l’assicurazione online.
Il Leone poi sarebbe pronto a salire al 100% della joint venture a Praga rilevando il 49% detenuto da Petr Kellner. Secondo le indiscrezioni riportate ieri da MilanoFinanza.it il dossier ceco è stato esaminato il 7 dicembre dal comitato esecutivo della compagnia, che avrebbe valutato in modo positivo le modalità previste per l’acquisto. La decisione sarebbe dunque di anticipare i tempi dell’opzione, che scade nel 2014, e il cui valore era stato indicato intorno ai 2,5 miliardi. Può risultare funzionale a questa operazione, che potrebbe avere tempi brevi, l’emissione del bond subordinato da 1,25 miliardi, collocato nei giorni scorsi dal Leone.

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