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Generali avvia l’uscita da Telecom UnipolSai rimborsa il debito Mediobanca

Si sciolgono altri nodi della finanza italiana. Generali chiede l’eliminazione di Telco e UnipolSai rimborsa 750 milioni a Mediobanca, il doppio di ciò che era stato richiesto dall’Antitrust. Il cda del Leone di Trieste riunitosi ieri ha dato mandato pieno all’ad Mario Greco per chiedere la scissione di Telco nella finestra prevista tra il 15 e il 30 giugno. Telco è la scatola partecipata anche da Telefonica, Mediobanca e Intesa Sanpaolo che dal 2007 racchiude la partecipazione di riferimento del gruppo Telecom Italia (22,4%). Nel settembre 2013 un accordo tra i soci ha permesso agli spagnoli di salire al 66,6% dei diritti economici ma una delibera dell’Antitrust brasiliano (Cade) ha imposto a Telefonica di scegliere tra la partecipazione italiana, che ha un propaggine importante in Brasile, e il 100% di Vivo, primo operatore mobile brasiliano. Ora la richiesta di scissione di Telco, e dunque il cambio di azionariato, verrà notificata al Cade e gli spagnoli sperano che la modifica possa ammorbidire la posizione dell’authority. A scissione avvenuta, più o meno a fine 2014, Telefonica diventerà primo azioniva sta singolo di Telecom Italia con il 14,7% (più 1,6 miliardi di debiti) ma senza aver indicato alcun suo rappresentante nel nuovo board. Dietro Telefonica vi sarà Marco Fossati con il 5% e poi Generali con il 4,3% (e 475 milioni di debiti), Mediobanca e Intesa Sanpaolo con l’1,6% (179 milioni di debiti a testa). Le quote dei soci italiani sono in via di dismissione – anche il cda Intesa la settimana scorsa ha dato mandato all’ad per la scissione – mentre è ancora nebbia fitta sulle future mosse degli spagnoli.

Il secondo intreccio finanziario che viene meno è quello che legava i prestiti a lungo termine concessi da Mediobanca alla ex Fonsai e a Unipol. Con la fusione che ha portato alla nascita di UnipolSai l’esposizione complessi- è salita a 1,4 miliardi e l’Antitrust per dare il suo via libera ha chiesto di ridurla di 350 milioni. Con il bond da 750 milioni emesso ieri dalla società guidata da Carlo Cimbri e destinato interamente al rimborso di quei prestiti, l’esposizione risulterà dimezzata. L’obbligazione subordinata collocata presso investitori istituzionali paga una cedola fissa pari al 5,75% fino alla prima data di rimborso anticipato (18 giugno 2024). Successivamente la cedola sarà parametrata all’Euribor a 3 mesi maggiorato di 518 punti base. La domanda degli investitori è stata buona anche se non eccezionale, visto il periodo di grande liquidità dei mercati: fino a 2,2 miliardi, circa tre volte la richiesta.
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