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Generali aperta all’m&a

Generali rimane aperta a tutte le opzioni per l’eventuale shopping e sono disponibili 2,5 miliardi di euro: lo ha affermato l’a.d. Philippe Donnet durante l’Investor Day. «Quello che importa», ha spiegato il capoazienda, «è la qualità delle acquisizioni, ovviamente il prezzo e la capacità di integrazione. La qualità conta più della quantità. Finora siamo stati molto proattivi nell’m&a di gruppi piccoli e di medie dimensioni, che è una buona strategia, ma tutte le opzioni sono sul tavolo: siamo aperti a tutte le opzioni, pur rimanendo all’interno della nostra disciplina strategica e finanziaria. Il framework definito due anni fa è ancora valido, sia dal punto di vista strategico che finanziario. Abbiamo ancora 2,5 miliardi di euro a disposizione per le acquisizioni. La differenza è che, a causa del Covid, potrebbero esserci nuove opportunità».

Il numero uno del Leone ha ribadito che «dal mio punto di vista la seconda tranche del dividendo 2019 appartiene agli azionisti e siamo in costante contatto con l’Ivass per enfatizzare la nostra solida posizione finanziaria, con l’intenzione di pagare il dividendo appena saremo autorizzati dal regolatore». Il no alla cedola è stato «una decisione macroeconomica, che non ha nulla a che fare con la specifica situazione di Generali, che è estremamente buona, anche includendo gli stress test. Quindi spero che nel 2021 e nel 2022 i regolatori sia europei che nazionali siano più rilassati per quanto riguarda il pagamento dei dividendi nel settore assicurativo. Al momento non c’è parità di condizioni a livello europeo, visto che in alcuni paesi le compagnie sono state autorizzate a pagare i dividendi e in altri paesi no, e credo che questa mancanza di parità di condizioni non sia sostenibile sul lungo termine».

Intanto la compagnia ha confermato i target finanziari, evidenziando la capacità di affrontare efficacemente la crisi globale e la validità delle convinzioni alla base del piano. Il maggiore contributo derivante dalla riduzione delle spese e dall’ottimizzazione del debito ha consentito di rimanere in linea con l’obiettivo della crescita dell’utile per azione nonostante il difficile contesto determinato dall’emergenza sanitaria, collegato al rallentamento macroeconomico e al basso livello dei tassi di interesse.

È stato ribadito l’incremento dei profitti, con l’utile per azione che nel 2018-2021 salirà a un tasso annuo composto fra il 6 e l’8%. I dividendi sono in crescita a 4,5-5 miliardi nel 2019-2021 con un intervallo del payout al 55-65%, soggetto al contesto regolatorio. Il roe del 2019 e quello atteso nel 2021 sono superiori all’11,5%, mentre quello del 2020 è impattato dal Covid e da oneri non ricorrenti. Il gruppo ha sottolineato che la solidità patrimoniale si è dimostrata resiliente: al 30 settembre il Solvency II era al 203%. La riduzione del debito finanziario si attesta a 1,9 miliardi, al livello più alto della forchetta dell’obiettivo 2021, con un anno di anticipo rispetto al piano. Inoltre l’obiettivo di riduzione della spesa lorda per interessi è stato superato un anno prima, con una flessione attesa degli oneri per interessi pari a 200 milioni nel 2021.

Infine, in un’intervista al Financial Times, Donnet ha escluso l’esistenza di trattative per la cessione di Banca Generali.

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