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Generali alza il dividendo Chiusa l’operazione pulizia “Bilancio libero dal passato”

Generali chiude la fase di ripulitura del bilancio dalle eredità non entusiasmanti del decennio passato. Il 2014 termina con un utile netto di 1,7 miliardi, in calo dagli 1,9 miliardi del 2013 per «effetti straordinari» per 400 milioni legati alla svizzera Bsi e alla svalutazione della quota nella russa Ingosstrakh. I numeri sono leggermente sotto le attese degli operatori: del 5% sull’utile operativo, del 3% sul risultato netto. Forse per questo, o perché mercoledì l’azione aveva toccato i massimi dal 2010, l’azione vive una seduta di realizzi, fino a chiudere a 18,23 euro, in calo del – 4,4%.

«Abbiamo concluso un pezzo di storia importante degli ultimi anni e con il 2014 abbiamo chiuso con le partite straordinarie ed eccezionali nel nostro utile — ha detto l’ad Mario Greco — Abbiamo venduto tante attività che non volevamo avere e svalutato tutte le partecipazioni da svalutare». Per il futuro quindi il manager si aspetta una minore volatilità dei risultati, e più gioie per i soci. La società ha proposto un dividendo in rialzo del 33% a 0,6 euro. «Vogliamo che il dividendo aumenti progressivamente e gli 0,6 di quest’anno ci permetteranno una crescita ragionevole anche l’anno prossimo e in seguito». Se ne saprà di più con il piano triennale di Londra il 27 maggio.
Generali ha raggiunto un anno in anticipo gli obiettivi annunciati nel gennaio 2013. «Allora pochi ci credevano, giudicandoli troppo ambiziosi – ha detto Greco – Grazie a questo piano di ristrutturazione abbiamo generato 18 miliardi di valore per gli azionisti e confidiamo di continuare a crearne anche in futuro». L’utile netto rettificato dalle svalutazioni straordinarie è 2,1 miliardi. I premi lordi di gruppo superano i 70 miliardi (+7,7%): il ritorno sul capitale (Roe) ha raggiunto il 13,2%, oltre la soglia del 13% prevista nel 2015. Il coefficiente patrimoniale Solvency 1 sale al 164%, contro il 141% del 2013 e il 160% stimato quest’anno.
Il nuovo piano, ha detto il manager capo di Generali dall’agosto 2012, «non sarà basato su acquisizioni: non ci servono, abbiamo un fatturato mondiale e un posizionamento su tutte le aree in cui la crescita economica può aver luogo». Tra cui l’Europa, dove il gruppo è leader: «Nei prossimi due o tre anni l’Europa, e comprendo i Paesi dell’Est che ancora non ne fanno parte, sarà l’area al mondo che darà maggiori soddisfazioni agli investitori, grazie al Qe, alla svalutazione dell’euro e al calo dei costi dell’energia».
Gli analisti di Bofa vedono «buoni progressi nel riassetto» e «la sorpresa positiva del dividendo», ma il patrimonio misurato dalla solvency economica (151%) è sotto le attese, risentendo del calo dei tassi. Barclays trova gli 840 milioni di utile operativo del quarto trimestre «ben sotto il consensus», ma il Vita «molto forte». Mediobanca Securities è delusa dalla cedola di 60 centesimi: «un basso rendimento del 3,1%».
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