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Generali al blitz in Malesia Shopping per 3,4 miliardi

Circa 2,1 miliardi di acquisizioni già fatte, 11 in tutto, che, sommati agli 1,2 miliardi che verranno spesi per conquistare Cattolica portano il computo dei denari investiti da Generali nell’M&A dal 2018 a oggi a poco meno di 3,4 miliardi. E dunque lasciano nella disponibilità della compagnia altri 800-900 milioni pronti da dirottare su altre occasioni se si dovesse presentare l’opportunità. L’operazione annunciata ieri in Malesia, sebbene dimensionalmente limitata, si parla di 262 milioni complessivi (Equita ha sottolineato che rappresentano appena l’1% della capitalizzazione del Leone), ha in quest’ottica una duplice valenza: strategica da un lato e come specchio degli equilibri di governance dall’altro. Nel primo caso è la conferma che Trieste sta mantenendo la barra dritta in termini di crescita per linee esterne e nello specifico in questo caso Generali si è concentrata sul tema danni e sui paesi ad alto potenziale. Per quanto riguarda il secondo aspetto, invece, va ricordato che proprio questo dossier era stato al centro di un acceso confronto durante un consiglio di amministrazione della compagnia, al punto che l’operazione era stata votata a maggioranza. Il board, in particolare, si era concluso con un messaggio chiaro da parte di alcuni componenti del cda preoccupati dalle condizioni economiche prospettate e con una lettera messa agli atti da Francesco Gaetano Caltagirone nella quale l’imprenditore sollecitava particolare attenzione al prezzo. Un richiamo al quale il management sembra aver dato particolare ascolto. A conti fatti Generali, nel prosieguo della trattativa, ha risparmiato sul dossier circa 50 milioni grazie al fatto che le ambizioni di Axa, in particolare quelle sugli asset nel vita, sono state ridimensionate.

E così, alla fine, un dossier che valeva più di 300 milioni è stato archiviato con un esborso di 262 milioni e con un impatto sul Solvency II di circa 3,5 punti percentuale (Generali ha chiuso il primo trimestre con un Solvency ratio del 234%). Uno sconto che “qualifica” l’ulteriore passo compiuto dalle Generali nella direzione delle linee guida tracciate al 2021.

Nel dettaglio, come detto, Trieste ha annunciato il rafforzamento nel paese asiatico dove è presente dal 2015. Mossa che prevede l’acquisizione della maggioranza delle azioni detenute da Axa e Affin rispettivamente nelle joint venture Axa Affin General Insurance Berhad (il 49,99% da Axa e il 3% da Affin e da altri azionisti di minoranza) e Axa Affin Life Insurance Berhad (il 49% da AXA e il 21% da Affin). Allo stesso tempo è stata presentata la richiesta alle autorità locali per rilevare la restante quota di Mpi Generali Insurans Berhad da Multi-Purpose Capital Holdings Berhad, joint venture partner in Malesia.

Nel Danni, Generali intende fondere le attività di Mpi Generali con Axa Affin General Insurance. Una volta perfezionati gli accordi, il gruppo deterrà il 70% di entrambe le società, Vita e Danni, che opereranno con il brand Generali. Affin Bank avrà il restante 30%. Grazie all’acquisizione – inoltre – Generali si posizionerà tra i principali assicuratori nel mercato malese, creando il secondo operatore Danni per quota di mercato ed entrando nel segmento dell’area. Jaime Anchústegui Melgarejo, ceo International del Leone, ha commentato: «L’operazione è in linea con la strategia di Generali di rafforzare il proprio posizionamento nei mercati ad alto potenziale, come la Malesia, che offre interessanti opportunità considerando la classe media in crescita e un tasso di penetrazione assicurativa ancora relativamente basso rispetto a mercati asiatici più maturi».

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