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Generali: 9,5 miliardi di investimenti verdi al 2025

Generali rilancia sul clima aggiornando strategie e strumenti. Il gruppo guidato da Philippe Donnet ha deciso per il periodo 2021-2025 nuovi investimenti verdi e sostenibili per un valore compreso fra 8,5 e 9,5 miliardi. Che si aggiungono a quelli già effettuati nell’ultimo triennio per 6 miliardi, superiori ai 4,5 indicati nel programma “green” approvato nel febbraio 2018.

«Annunciamo i nuovi obiettivi dopo aver superato con un anno di anticipo quelli prefissati», ha detto Donnet, «Crediamo che il settore privato possa rivestire un ruolo centrale nel sostegno della “transizione giusta” per un futuro a zero emissioni di gas serra, supportando le istituzioni pubbliche per far fronte agli interventi richiesti».

Per quanto riguarda gli investimenti i target al 2025 prevedono anche criteri più stringenti al fine del progressivo disinvestimento dalle attività carbonifere. Lo stop completo degli investimenti nell’area è fissato entro il 2030 nei Paesi Ocse ed entro il 2040 nel resto del mondo. La decarbonizzazione è inoltre prevista in modo progressivo per quanto riguarda il portafoglio investimenti diretti, per renderlo “neutrale” per il clima entro il 2050, in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi e degli impegni assunti come componente la Net-Zero asset owner alliance. L’obiettivo intermedio quinquennale prevede di ridurre le emissioni del portafoglio titoli societari del 25% entro il 2025 e di allineare gli investimenti immobiliari a una traiettoria coerente. Rispetto poi all’attività assicurativa il piano persegue «la riduzione della già minima esposizione» al settore carbone fino all’azzeramento nel 2030 nell’Ocse e il 2038 negli altri Paesi. Il piano al 2025 comprende poi l’impegno «a coinvolgere gli stakeholder nella costruzione di un futuro a zero emissioni» e per questo il gruppo «dialogherà con almeno 20 società ad alta intensità di emissione di gas serra in portafoglio per guidare il cambiamento».

Infine, Generali ha fissato target per la decarbonizzazione delle proprie attività operative per rendere la compagnia «climate negative» entro il 2040, con l’obiettivo intermedio della neutralità climatica nel 2023. Entro il 2025 saranno ridotte di almeno il 25% le emissioni relative a uffici, data center e veicoli aziendali rispetto al 2019. Anche per raggiungere questi obiettivi il gruppo procederà ad acquistare fino al 100% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili.

Intanto il cda di Cattolica, su cui Generali ha lanciato un’Opa totalitaria, ha nominato gli advisor finanziari (Citigroup e Kpmg) e legali (Chiomenti) per la valutazione dell’offerta.

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