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Gemina, sì delle banche alla fusione con Atlantia

Il maxi riassetto Gemina-Atlantia è a un passo dall’arrivare nei consigli di amministrazione delle singole società. È confermato, infatti, che venerdì 8 marzo ci saranno i board dei tre gruppi coinvolti, in particolare, Atlantia, Aeroporti di Roma e Gemina. Le riunioni si terranno in sequenza e, salvo sorprese dell’ultima ora, è possibile che l’operazione venga spiegata ai mercati già lunedì 11 marzo.
Ai consigli, tra l’altro, il vertice di Gemina e Aeroporti di Roma si presentarà con un primo avvallo delle banche creditrici al progetto. Informalmente, infatti, Adr ha incassato dagli istituti una sorta di via libera al piano di riorganizzazione della catena di controllo. Lo scalo romano, che ha in essere un bridge loan di circa 250 milioni (eredità del finanziamento da 500 milioni incassato la scorsa estate e rimborsato in parte grazie alla cessione di Adr retail), ha dovuto chiedere alle banche che hanno concesso la linea con scadenza febbraio 2014 se l’operazione fa scattare la clausola di change of control e quindi il successivo rimborso anticipato del debito. A quanto pare, gli istituti, e tra questi figurano tra gli altri Barclays, Bnl, Credit Agricole, Mediobanca, Natixis, The Royal Bank of Scotland, Societè Generale e Unicredit, hanno dato una prima risposta positiva al quesito assicurando che non verrà imposto alcun rientro.
La questione debito è un tema chiave dell’operazione. Non tanto per la parte Gemina, la cui esposizione è limitata e in caso di integrazione verrà direttamente assorbita da Atlantia, quanto per Aeroporti di Roma. Allo stato attuale, oltre al bridge da 250 milioni, Adr ha in essere un prestito in due tranche per complessivi 375 milioni con scadenza febbraio 2015, ma potenzialmente da rinegoziare entro l’anno, più una tranche in sterline da 325 milioni, con scadenza febbraio 2023, sulla quale però pesa il derivato in euro per compensare il rischio cambio. Su buona parte di questo debito, da valutare il caso del prestito in sterline, a valle dell’operazione dovranno essere avviate le manovre per il rifinanziamento. Sebbene Moody’s abbia messo sotto osservazione il rating Ba2 di Aeroporti di Roma per un possibile upgrade che potrebbe portare il giudizio addirittura a livello investment grade, allo stato attuale è due notch sotto la soglia, è plausibile pensare che sarà Atlantia stessa a rivolgersi al mercato per sostituire il vecchio debito e per contrarne di nuovo visti gli impegni presi dallo scalo romano in tema di investimenti (nel periodo 2013-2016 l’impegno finanziario è salito a 1,2 miliardi dai 900 milioni precedenti). Questo perché allo stato attuale il giudizio sul debito della holding autostradale è comunque due scalini superiore, il rating è pari a BBB+ per Standard & Poor’s, a quanto potrebbe ottenere Adr con la prossima promozione. Uno dei vantaggi che Gemina ricaverebbe da questa operazione sarebbe dunque riconducibile ai benefici sul fronte degli oneri finanziari.
Certo, tutto andrà tarato sulla base del concambio che emergerà dal progetto. Un rapporto la cui determinazione non avrebbe mancato di creare tensioni, complice anche la normale dialettica che si instaura tra le parti in fasi di trattativa serrata. Di certo, il mercato sembra aver individuato la propria forchetta: nell’ultimo mese ha spinto in rialzo Gemina del 3,9% e al ribasso Atlantia del 3,7%. Il risultato è che ora i due gruppi quotano in Borsa secondo un rapporto più o meno di un’azione del gruppo autostradale ogni 10 della holding aeroportuale. Anche se Gemina punterebbe a spuntare qualcosa di più “favorevole” e nell’intorno di un titolo ogni nove.
Il tema vero, al di là degli aspetti finanziari che saranno oggetto di ulteriore approfondimento nelle prossime ore, è dimostrare che esiste una ragione industriale per chiudere l’operazione e per integrare autostrade e aeroporti. Di certo, va ricordato che già altri operatori del settore autostradale si sono aperti al business aeroportuale. Atlantia, peraltro, all’interno dei propri asset ha alcune società che potrebbe mettere direttamente a disposizione di Adr per l’ambizioso piano di investimenti. Tra queste Pavimental, leader in Italia nella pavimentazione aeroportuale. Inoltre, Atlantia può mettere a fattor comune gli anni di esperienza maturati nella gestione e programmazione degli investimenti.

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