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Ge compra Avio, modello Pignone

MILANO — Cielo, terra e mare. Sono i nuovi orizzonti della divisione aeronautica di Avio passata per 3,3 miliardi di euro al colosso americano General Electric. La nuova realtà si chiamerà Avio Aero ed entrerà a far parte di Ge Aviation, che ha intenzione di farne la propria «piattaforma mondiale per la trasmissione meccanica di precisione», come ha spiegato Sandro De Poli, ceo e presidente di Ge Italia.
La divisione spazio, quella che produce i lanciatori, rimane invece al gruppo italiano controllato da Bcv (in mano al fondo di private equity Civen e a Finmeccanica per il 14%). L’azienda si divide ma la sede di Avio Aero rimarrà a Torino: «Abbiamo preso accordi formali con i governi Monti e Letta, in cui garantiamo i livelli di occupazione e di sviluppo della piattaforma. Investiremo 1,1 miliardi di dollari in dieci anni e questa cifra non contempla gli investimenti ulteriori al di fuori della motorizzazione aeronautica».
Le aspettative nei confronti di Ge sono alte. Il pensiero va alla fabbrica fiorentina Nuovo Pignone salvata dal fallimento nel 1954 dall’Eni di Enrico Mattei, che la portò ai massimi livelli nel settore degli impianti per la petrolchimica, e che nel 1993 è passata al gruppo americano. «Il nostro modello è il Nuovo Pignone — conferma De Poli — una società che fatturava 900 milioni di dollari con 5 mila dipendenti quando l’abbiamo comprata e che oggi è un gruppo da 17 miliardi con 33 mila dipendenti».
«Amplieremo le linee di business di Avio – ha spiegato De Poli – dal settore aeronautico a quello del trasporto marittimo, della generazione di energia (parchi eolici) e dell’oil& gas per le trivellazioni ad alta profondità: fornirà la tecnologia per la trasmissione meccanica di precisione». L’integrazione tra le due realtà, che vedrà alla guida di Avio Aero Francesco Caio, si completerà in tempi brevi grazie all’«affinità intellettuale e di competenze».

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