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Gdp, paletti alla digitalizzazione dei procedimenti pendenti

Gli uffici di giudici di pace informatizzati che hanno accorpato sedi non telematiche non devono digitalizzare i procedimenti pendenti dell’ufficio soppresso. A meno che il carico non sia superiore a 1.500, nel qual caso sarà lo stesso ufficio accorpante a decidere sulla eventualità di digitalizzazione o meno dei procedimenti.

Ma, in caso, dovrà provvedere in autonomia e a proprie spese. A chiarirlo è il ministero della giustizia, con la circolare 23 maggio 2014 avente a oggetto la «Revisione circoscrizioni giudiziarie – Uffici dei giudici di pace – Sistemi di area civile. Ulteriori note operative per l’impostazione delle basi dati». Il chiarimento si è reso necessario viste le richieste pervenute alla direzione generale di via Arenula da parte di uffici di giudici di pace già informatizzati, che hanno accorpato sedi soppresse non informatizzate, volte a ottenere l’autorizzazione a digitalizzare anche i procedimenti pendenti al 29 aprile 2014 nella sede soppressa. «A tale riguardo», afferma il ministero della giustizia, «nel confermare quanto già indicato nella nota del 24 aprile 2014, n. 11007, si rappresenta che, ad avviso della direzione generale scrivente, non appare opportuno informatizzare tali procedimenti pendenti, atteso che nella quasi totalità delle sedi soppresse la pendenza, alla data predetta, appariva poco significativa». «Invece», prosegue la circolare, «ove il numero dei procedimenti pendenti alla data del 29 aprile 2014, per ciascun ufficio del giudice di pace soppresso, fosse superiore a n. 1.500, valuterà l’ufficio del giudice di pace accorpante, in via del tutto eccezionale, l’opportunità di procedere a una loro digitalizzazione». Ciò, però, specifica il ministero, potrà avvenire attraverso una attività di inserimento dei dati che sarà l’ufficio stesso a curare «in totale autonomia, non essendo prevista alcuna collaborazione esterna, per mancanza di disponibilità finanziaria». L’ufficio dovrà quindi rivolgersi al «competente Cisia che provvederà alla predisposizione delle precondizioni tecniche per consentire il predetto inserimento dati». Via Arenula, infine, invita a valutare «con estrema attenzione le conseguenze organizzative e gestionali di tale attività di inserimento dati».
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