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Gdo, posti stabili ma troppi costi

La distribuzione moderna organizzata (Dmo) continua a creare occupazione stabile (il 92% della forza lavoro ha un contratto a tempo indeterminato). Ma dal 2006 a oggi il costo del lavoro è in costante crescita: +17%, ed è aumentata la sua incidenza sui ricavi (nel 2006 rappresentava l’11,2%, nel 2014 è salito al 12,7%).
Federdistribuzione ha presentato ieri, al Senato, il consueto bilancio di sostenibilità del settore 2014 (la Dmo ha un fatturato di 126 miliardi di euro, e circa 450mila dipendenti). Sta reggendo alla crisi. Ma il costo del lavoro si conferma una zavorra piuttosto pesante (soprattutto perché non legato a recuperi di efficienza). Per questo «in uno scenario di erosione di tutti gli indicatori di redditività e di consumi ancora deboli c’è bisogno di aumentare la produttività – sottolinea il numero uno di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli -. E ciò può avvenire solo con una diminuzione delle sue componenti di costo. Gli ultimi interventi del Governo definiti nella legge di Stabilità 2015 e nel Jobs Act vanno nella giusta direzione, cioè quella di offrire maggiore flessibilità e una fiscalità più vantaggiosa. È ora indispensabile proseguire velocemente nella loro implementazione, completando la riforma del mercato del lavoro con i decreti attuativi ancora mancanti, dai quali ci aspettiamo interventi per una più agevole e semplificata gestione dei rapporti di lavoro, senza operare alcun passo indietro rispetto al disegno prefigurato dall’Esecutivo».
Il rapporto ribalta anche una serie di luoghi comuni sul settore come l’idea che il lavoro nel comparto è per lo più precario. In realtà «il 92% dei collaboratori è con contratto a tempo indeterminato, a fronte di una media nazionale dell’86%. Sono collaboratori – sostiene lo studio – per la maggior parte donne (58%), giovani (l’85% ha meno di 50 anni) e istruiti (il 62% ha un diploma superiore o una laurea). Il capitale umano è un fattore fondamentale per il successo delle nostre imprese e deve essere valorizzato: gli investimenti in formazione per ogni collaboratore (full time equivalent) nel 2014 è risultato pari a 2,3 volte quello realizzato nel 2006».
La Dmo, secondo un approfondimento condotto dalla società Preicewaterhouse Coopers presso le aziende associate a Federdistribuzione, resta un settore che continua a investire, nonostante la crisi. Tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro, e una fetta consistente degli investimenti per lo sviluppo si è spostata dalle nuove aperture di punti vendita verso gli ammodernamenti delle reti commerciali esistenti.

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