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Gdf sempre più internazionale

La Guardia di finanza incrementa le contestazioni in tema di evasione fiscale internazionale che rappresentano oltre il 50% di quelle operate in tema di imposte sui redditi. Questo quanto emerge dal «Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva» redatto dalla Commissione presieduta da Enrico Giovannini ai sensi del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 160, in materia di stima e monitoraggio dell’evasione fiscale e monitoraggio e riordino delle disposizioni in materia di erosione fiscale.

Il Rapporto sull’evasione fiscale

Dalla lettura del rapporto emerge che all’interno di un piano di contrasto all’evasione denominato «Fiscalità internazionale» la Guardia di finanza ha concentrato nel corso del 2015 l’attenzione verso quei fenomeni più gravi e pericolosi quali: l’illecito trasferimento di capitali all’estero, l’esterovestizione della residenza di persone fisiche e società, l’irregolare applicazione della disciplina sui prezzi di trasferimento, la costituzione in Italia di stabili organizzazioni occulte di imprese estere, i rapporti con operatori economici ubicati in Paesi a fiscalità privilegiata, nonché l’utilizzo strumentale di trust e altri schermi societari o strumenti negoziali per finalità evasive o elusive.

Rispetto al 2014 un aumento dei controlli del 6% ha comportato un aumento della base imponibile proposta a tassazione del 29,94%, pari ad oltre 30 miliardi di euro, con un aumento significativo delle contestazioni in termini di Transfer Pricing. Difatti la base imponibile contestata in materia di prezzi di trasferimento è aumentata del 146,56% superando i 2 miliardi di euro. La fattispecie evasiva più significativa è rappresentata dalla Fittizia residenza estera di persone fisiche o società che con un incremento del 92% ha portato ad una base imponibile pari a 21 miliardi di euro.

Nello stesso rapporto viene riportata la mappatura dei Paesi in cui sono concentrati i principali casi di evasione fiscale internazionale scoperti dalla Guardia di finanza nel 2015 che prende in considerazione l’ammontare della base imponibile lorda scoperta:

Le transazioni nei confronti degli Stati Uniti si posizionano al primo sia in termini assoluti con un importo superiore ai 5,7 miliardi di euro che di variazione annuale pari ad un incremento del 18,8%. Seguono a breve distanze le transazioni con le Isole Cayman aumentate del 17,7% nel corso del 2015 per un importo molto vicino ai 5,5 miliardi di euro.

Il confronto con i dati assoluti

Al fine di comprendere la rilevanza dell’azione della Gdf sono state esaminate le società che sono potenzialmente soggette a tali controlli. Da un’interrogazione al database Orbis di Bureau van Dijk emerge che nel 2015 nel nostro paese erano presenti 3.100 società con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro possedute da una società estera. Queste società lo scorso anno hanno conseguito ricavi per quasi 300 miliardi di euro. A conti fatti le contestazioni della Guardia di finanza rappresentano una percentuale significativa, superiore al 10%, del totale dei ricavi conseguiti nel nostro territorio da società di emanazione estera. Da un punto di vista geografico il 16% delle società appartiene a gruppi che hanno localizzato la propria sede negli Stati Uniti (dato coerente con le risultanze della Gdf) seguiti dalla Germania con una percentuale del 7,77%. In definitiva dal confronto tra i valori contestati dalla Guardia di finanza e i dati emersi selezionando un campione significativo di imprese appartenenti a gruppi esteri è possibile constatare che l’azione di contrasto all’evasione internazionale riguarda una quota significativa delle transazioni con soggetti esteri. Inoltre dai dati emerge un incremento dell’efficacia dell’operato della Gdf che grazie ad un aumento del numero dei controlli del 6% ha incrementato le contestazioni di quasi il 30%.

Francesco Spurio

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