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Gavio: “Fondi esteri interessati alle concessioni”

Da un po’ di tempo a questa parte la Borsa guarda con rinnovato interesse alle società dei Gavio. Le due quotate, Sias e Astm, dallo scorso autunno hanno cominciato ad avere performance molto positive, contro una calma quasi piatta dei mesi precedenti. Sias ha messo a segno a tre mesi un più 15 per cento circa, in linea con il movimento al rialzo dell’indice di Borsa Ftse Mib; Astm negli ultimi sei mesi ha fatto addirittura un più 30 per cento (contro il più 16,81 dell’Ftse Mib). Anche le società della famiglia Gavio hanno beneficiato degli acquisti sulla Borsa italiana che arrivano ormai copiosi da alcuni mesi dall’estero? Certamente sì. Però c’è anche dell’altro. Sul titolo principale della scuderia della famiglia al centro di un intricato groviglio di costruzioni e di concessioni autostradali, ovvero Sias, è fioccata una pioggia di “buy”. Secondo il consensus di Bloomberg la metà esatta delle banche d’affari suggerisce di acquistare, il 37,5 di “tenere” il titolo e solo il 12,5 di vendere. Per Astm, la concessionaria dell’autostrada Torino-Milano, la situazione è simile, con la metà degli analisti che indica un “buy” e con l’altra metà che si divide tra “hold” and “sell”. I report più recenti, quelli di Equita Sim, Intermonte, Banca Akros e di Kepler Cheuvreux, tutti del 7 marzo scorso dopo la presentazione dei conti annuali, indicano un “buy” o un “outperform” con target price compresi tra 9,40 e 10 euro contro gli 8,85 di venerdì scorso. I motivi di tanto credito sono diversi. Daniele Ridolfi di Kepler Cheuvreux considera “l’aumento del 3,6 per cento delle tariffe nel 2014”, “un più basso debito e un più alto dividendo”. Considerazioni in parte riprese da Roberto Letizia di Equita, che aggiunge in particolare, fra i motivi che giocano a favore del titolo nei prossimi mesi, la riduzione dello spread che si ripercuote positivamente “in un gruppo con investimenti pianificati per 1,8 miliardi e una lunga maturity (2030)”. Letizia aggiunge poi, oltre alla rinegoziazione delle tariffe per l’A21, “la chiusura del deal nella Te e nella Brebemi. Interessante la notazione di Intermonte che sostiene che “i colloqui con il governo potrebbero effettivamente accelerare l’estensione di alcune concessioni della Sias, una questione-chiave per il gruppo”. Il tema dell’estensione delle concessioni è in effetti nell’agenda del governo. L’esecutivo punterebbe, secondo le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, a rinegoziare con la Commissione Ue – come già hanno fatto con successo Spagna e Francia – un allungamento delle diverse durate delle concessioni in essere con l’obiettivo accorparle laddove possibile riducendo le eccessive frammentazioni. Cosa che avvantaggerebbe particolarmente i Gavio che hanno diverse tratte nel Nord Ovest (pari al 20 per cento del totale) ma che ha anche un progetto concreto per collegarle fra di loro in un tutto armonico. «C’è un ritorno sull’Italia dei fondi infrastrutturali – dice Beniamino Gavio -. Dobbiamo però offrire loro progetti a lunga scadenza che abbiano una credibilità industriale». Oggi, in effetti, il sistema autostradale italiano è eccessivamente frammentato. Da una parte Atlantia ha oltre la metà della rete in gestione, dall’altra gli altri concessionari gestiscono tratte che vanno da una lunghezza massima di 314 chilometri ad una minima di 22. Aumentando la concentrazione e allungando la durata, gli investimenti potrebbero essere spalmati su più chilometri con riduzione delle tariffe per gli utenti, mentre i piani d’investimento rimarrebbero invariati. In attesa di novità su questo fronte, su cui sta lavorando il governo con la Commissione Ue e dove fa la sua parte l’Aiscat, l’associazione delle concessionarie, Beniamino Gavio, plenipotenziario della famiglia insieme al cugino Marcello, si concentra sulla riorganizzazione del gruppo, che va di pari passo con lo svecchiamento generazionale. Dopo la morte di Marcellino e Pietro Gavio (rispettivamente padri di Beniamino e di Marcello), la squadra è diventata più giovane e compatta, con manager tra i 40 e i 55 anni. Paolo Pierantoni, del 1956, è ad di Sias. Alberto Sacchi, classe 1960, è l’ad di Astm. Completano la squadra Stefano Viviano (1976), direttore centrale Finanza, Umberto Tosoni, 38 anni, ad di Sinelec, Graziano Settime, dg Astm di 53 anni e Giovanni Frante, 47 anni, alla Comunicazione. «Abbiamo ormai terminato di fondere le nostre tre società di costruzione – dice Beniamino Gavio – e per il 2014 prevediamo di raggiungere e superare 1 miliardo di fatturato, ciò che ci pone già tra i primi tre-quattro gruppi del settore. Ora siamo pronti a riaffacciarci con successo nel mondo dei grandi lavori. Quindi ci prepariamo a partecipare a più gare a livello internazionale, con la disponibilità a crescere anche per linee esterne sfruttando le occasioni che si possano presentare». Gavio lancia dunque una nuova sfida sulle costruzioni. L’obiettivo è di conquistare nuovi segmenti di business senza disdegnare, ma anzi cercando, alleanze con gli altri gruppi. Nelle mani di Alberto Rubegni, ex ad di Impregilo, che segue la riorganizzazione del settore, il nuovo colosso delle costruzioni sta prendendo forma con l’obiettivo di sviluppare le attività internazionali.

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