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Gavio-Ardian conquistano Astm Nel mirino nuove concessioni

Astm dice addio alla Borsa. L’Opa sulla holding infrastrutturale lanciata da Naf 2, il veicolo che fa capo alla famiglia Gavio e al fondo Ardian, si è chiusa con adesioni superiori all’89,13% delle azioni oggetto dell’offerta, quanto basta per portare la quota in mano ai promotori al 95,5% del capitale. Il che significa che a questo punto si procederà con l’obbligo di acquisto su quanto ancora non consegnato. Ma di fatto è come avere già in mano il 100% di Astm. L’obiettivo dunque è stato raggiunto. E questo principalmente grazie al colpo di coda finale: lo scorso 7 maggio, infatti, Naf 2 ha annunciato il rialzo del prezzo d’Opa a 28 euro dai precedenti 25,6 euro. Un ritocco sufficiente a smuovere gli azionisti che già lo scorso venerdì avevano permesso alla cordata di superare il 90% del capitale.

Nel dettaglio le azioni del gruppo infrastrutturale portate in adesione sono state 59,66 milioni.

A questo punto, dunque, la famiglia Gavio e Ardian prendono pienamente possesso dell’asset. Un paio di mesi fa si erano rivolti al mercato per acquistare il 47,638% della holding infrastrutturale che gestisce 5.500 chilometri di autostrade nel mondo, principalmente in Italia e in Brasile (4mila chilometri) con lo specifico obiettivo di ridisegnare l’assetto societario e di dare ulteriore impulso alle linee guida. L’operazione risponde infatti a una logica abbastanza lineare: da tempo ormai in Borsa le azioni di Astm erano, a parere dei suoi principali investitori, particolarmente sottovalutate e questo, abbinato al fatto che il contesto favorisce il ricorso a finanziamenti bancari a condizioni piuttosto vantaggiose, ha spinto per il delisting. Non solo, si voleva anche rafforzare il ruolo dei soci di riferimento per favorire ulteriori opportunità di M&A e di crescita internazionale, minimizzando, al contempo, i costi e snellendo il processo decisionale.

Lo sguardo, in proposito è rivolto oltre che all’Italia, al Nord Europa, agli Stati Uniti e al Sud America, in particolare al Brasile dove, in tempi stretti, si punta al consolidamento di Ecorodovias. In Brasile, peraltro, la lista delle potenziali opportunità è lunga. Da una recente presentazione agli analisti di Astm emerge che in Brasile, solo per quanto riguarda le strade “federali”, sono in rampa di lancio circa 12 progetti che valgono in tutto 109 miliardi di real brasiliani, pari a 16,7 miliardi di euro. Una somma importante della quale la holding, grazie alla presenza nel paese di Ecorodovias, conta di ritagliarsene una fetta.

D’altra parte l’Opa è l’ultimo tassello di un mosaico al quale i soci di riferimento hanno lavorato per lungo tempo. Il percorso di riorganizzazione in un’ottica di crescita è stato avviato un paio di anni fa. Il primo step è stato l’ingresso di Ardian al fianco della famiglia Gavio nella catena di controllo e si è proseguito nell’estate del 2019 con l’accorciamento della catena. In particolare, un anno e mezzo fa, in nome del modello One Company che punta alle sinergie tra concessionaria e general contractor, era stata realizzata la fusione tra Astm e la controllata Sias, non appena conclusa un’offerta pubblica su quest’ultima. Un passaggio, all’epoca, che era stato particolarmente apprezzato dal mercato visto che Astm era arrivata a valere, nel luglio 2019, anche 31,5 euro. Prezzo non più toccato. Se si guarda l’operazione da un punto di vista prettamente finanziario, dando un’occhiata alle oscillazioni dei prezzi a Piazza Affari della holding autostradale negli ultimi tre anni effettivamente emerge come dal massimo di 31,5 euro toccato nel luglio del 2019 il titolo sia poi scivolato a 15,88 euro nei primi giorni di marzo del 2020, con l’inizio della pandemia da Covid 19 per poi risalire nei mesi precedenti l’Opa attorno ai 20 euro. Di qui anche la decisione di salutare la Borsa con il nuovo corrispettivo che incorpora un premio del 40,8% circa rispetto al prezzo ufficiale di 19,88 euro dello scorso 19 febbraio, data di annuncio dell’offerta. e del 49,1% rispetto alla media dei sei mesi precedenti. L’operazione, una volta completata, avrà richiesto un esborso prossimo agli 1,9 miliardi di euro. E avrà ridisegnato l’intera catena di controllo. Astm sarà infatti controllata al 100% da Naf a sua volta sarà controllata al 50,5% dalla famiglia Gavio e al 49,5% dal fondo Ardian.

La mossa ha valorizzato complessivamente l’asset circa 8 miliardi di euro di cui 4 miliardi riferibili alla posizione finanziaria netta. Di certo il settore autostradale è un comparto dove, assieme alle competenze, per poter crescere in maniera significativa, è indispensabile la dotazione di capitale e il nuovo assetto punta evidentemente a garantire massima flessibilità anche in questo senso.

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