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Gavio al contrattacco su Impregilo

Scoppia un nuovo scontro sul general contractor Impregilo tra Gavio, oggi in minoranza, e Salini. L’imprenditore di Tortona non ha impiegato molto tempo per rispedire al mittente l’accordo strategico annunciato martedì in grande stile dal costruttore romano Salini e che prevederebbe, grazie alle sinergie con Impregilo, l’acquisizione di nuove commesse per 6,4 miliardi di euro.
Beniamino Gavio continua nella sua dura contesa con Salini, che da luglio controlla la società dopo aver vinto in assemblea, e sembra pronto ad altre mosse a sorpresa. Secondo indiscrezioni, sarebbero allo studio altre iniziative legali assieme agli avvocati dello studio Chiomenti, che lo assistono nella vicenda.
Il gruppo piemontese nega qualsiasi ipotesi di voler lanciare un’Opa, ma manda un messaggio chiaro: ci opporremo alla «cancellazione di Impregilo con ogni mezzo e in ogni sede».
Mentre in Borsa il titolo ha usufruito in parte dell’annuncio dell’accordo strategico (ha chiuso in calo dell’1,67% a 3,18 euro con un listino generale che ha perso più del 3%), i Gavio attaccano su ogni fronte l’intesa approvata dai consigli di amministrazione di Impregilo e Salini, perché ritengono che sia in atto un «tentativo di fusione mascherata a vantaggio solo della Salini e la presa di controllo assoluto di una società quotata senza lanciare l’Opa».
Igli, la società in pancia ad Autostrada Torino-Milano che detiene formalmente la quota del 29,9% di Impregilo, parla anche di una «società ostaggio di un solo azionista che decide tutto» e di «un conflitto di interesse enorme e insanabile». Per il gruppo Gavio con l’accordo verrebbe «cancellata l’autonomia di Impregilo e il suo diritto-dovere di operare in piena indipendenza, in qualsiasi mercato da sola o con i partner più appropriati» mentre con questa intesa verrebbero «violati i diritti economici e sociali del 70% del capitale: la fusione fra Impregilo e Salini impossibile in assemblea, unica sede deputata a decidere, diventa una mascheratura illecita a solo vantaggio dei Salini», gruppo che detiene una quota prossima al 30% di Impregilo. Secondo il gruppo di Tortona «è sparito il piano al 2015 presentato da Salini al mercato prima dell’assemblea di luglio 2012, sparito l’obiettivo di ricavi a più di 7 miliardi di euro al 2015, sparito l’obiettivo di un margine operativo lordo tra 800 e 1.050 milioni di euro al 2015, sparita l’asta su Ecorodovias».
Ma non è tutto. Gavio rincara la dose sostenendo che è stata «confermata l’uscita dalle concessioni di Impregilo (mentre rimangono incredibilmente per Salini), uscita che azzera l’operatività di Impregilo nel comparto a maggior redditività. Quello che rimane è l’assoluta opacità della Salini, di cui ad oggi non si conosce incredibilmente nè un solo numero nè tanto meno il bilancio». Per ora dai Salini non arriva una risposta. Ma l’impressione è che presto ci potrebbe essere un nuovo capitolo della contesa, in cui saranno ancora chiamati in causa i legali dei due gruppi.

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