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Gas ai prestiti vitalizi ipotecari

Garanzia dello Stato per far decollare i prestiti vitalizi ipotecari per gli ultrasessantenni: la garanzia, dunque, raddoppia e così si spera di far partire un intervento per dare soldi liquidi a categorie vulnerabili. È uno degli emendamenti dei relatori Luigi Marattin, Fabio Melilli e Carmelo Misiti al decreto legge 34/2020 (decreto “rilancio”) in discussione in commissione bilancio alla Camera. Altre proposte emendative riguardano i protesti (congelati sino alla fine del 2020), una liberazione delle demolizioni ricostruttive (per assicurare gli incrementi di volumetria) e i pignoramenti immobiliari delle case popolari (sono nulli se non si chiamano nel processo esecutivo i comuni e gli enti finanziatori).

PRESTITI VITALIZI

Sono i prestiti che possono essere concessi a persone con più di 60 anni, già introdotti da una legge del 2005, ma mai decollati. Ora un emendamento all’articolo 31 del dl “rilancio” prevede una ripartenza di questo istituto, mettendo sul tavolo 5 milioni per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, che finanzieranno la garanzia alle banche a riguardo del buon fine delle singole operazioni. L’intervento rappresenta una spinta estrema a questo istituto, la cui idea è quella di far avere liquidità a chi ha la casa di abitazione, ma poche entrate (in sostanza la pensione di piccolo o medio importo). Il problema, cui si vuole dare risposta, è trasformare la mattone in denaro utilizzabile per le spese quotidiane e dare un po’ di tranquillità alle fasce dei soggetti deboli o che, per ragioni di età, rischiano di diventarlo. I prestiti saranno rimborsati post mortem o al momento in cui l’immobile viene venduto. A questo punto, grazie a quest’emendamento, si tratta di prestiti super garantiti. I prestiti vitalizi hanno, infatti, una duplice garanzia: c’è l’ipoteca sull’immobile e c’è, adesso, anche la garanzia dell’erario pubblico, quale garanzia di ultima istanza. La garanzia statale è a prima richiesta, incondizionata, irrevocabile. La garanzia è concessa nella misura massima di copertura dell’80 per cento della quota capitale erogata per ciascuna operazione. Perché la garanzia statale diventi operativa si attendono i decreti attuativi del Mef.

EDILIZIA

Un altro emendamento si occupa di semplificazione edilizia a riguardo di operazioni di demolizioni e ricostruzione. In base all’emendamento, in caso di demolizione e ricostruzione di edifici, anche qualora le dimensioni del lotto di pertinenza non consentano la modifica dell’area di sedime ai fini del rispetto delle distanze minime tra gli edifici e dai confini, la ricostruzione è comunque consentita nell’osservanza delle distanze legittimamente preesistenti.

Inoltre incentivi volumetrici eventualmente riconosciuti per l’intervento possono essere realizzati in ampliamento e con il superamento dell’altezza massima dell’edificio demolito, sempre nel rispetto delle distanze legittimamente preesistenti. Altrimenti detto, la ricostruzione di un edificio demolito è comunque possibile con possibili incrementi della volumetria, ampliamenti e superamenti dell’altezza, con il limite del rispetto delle distanze. La relazione all’emendamento giustifica questo semaforo verde a ricostruzioni con incrementi con la necessità di rilanciare il settore edile a seguito della crisi provocata dal Covid-19. Altra esigenza è quella di bypassare gli effetti delle sentenze della Corte Costituzionale sentenza n. 70/2020, che hanno di fatto interrotto numerosi interventi di ristrutturazione quasi arrivati a termine (se la pandemia non avesse bloccato tutte le attività).

PROTESTI

I protesti delle cambiali sono bloccati fino al 31 dicembre 2020. Con un emendamento all’articolo 11 del dl 23/2020 si prolunga il differimento ora vigente fino al 31 agosto 2020.

PIGNORAMENTO IMMOBILI

Un ultimo emendamento si occupa di procedure esecutive che hanno per oggetto immobili realizzati in regime di edilizia residenziale pubblica convenzionata e agevolata, finanziati in tutto o in parte con risorse pubbliche.

L’emendamento prevede che le esecuzioni sono nulle se il creditore procedente non ne abbia dato preventiva formale comunicazione a mezzo Pec agli uffici competenti del Comune dove sono ubicati gli immobili e all’ente erogatore del finanziamento territorialmente competente

Se la procedura esecutiva è già iniziata, il giudice dell’esecuzione deve sospendere il procedimento esecutivo articolo per consentire a comuni ed enti finanziatori di intervenire nella relativa procedura al fine di tutelare la finalità sociale degli immobili e sospendere la vendita degli stessi.

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