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Gare, trasparenza per tutti

Appalti più trasparenti per tutti. Anche chi non ha partecipato alla gara può avere la copia dei documenti presentati dall’aggiudicatario. E non solo di quelli amministrativi sui requisiti di partecipazione, ma anche sui progetti relativi alle offerte tecniche. La giurisprudenza del Consiglio di stato (sez.

VI n. 110/2012, si veda ItaliaOggi del 16 gennaio 2013) apre le porte a tutti, purché portatori di un interesse qualificato, senza riserva per le imprese concorrenti, nonostante il codice degli appalti sembri favorire i concorrenti alla gara a discapito degli altri.

Il problema è se deve ritenersi vincente la trasparenza degli atti che riguardano procedure pubbliche o se, invece, debba darsi prevalenza all’esigenza delle imprese di tenere segrete e riservate le informazioni sui processi produttivi, organizzazione del lavoro, know how e caratteristiche dei propri prodotti e servizi.

Non rappresenta un paradosso pensare a una strumentalizzazione delle disposizioni sulla trasparenza per lo scopo di copiare servizi, prodotti o progetti da proporre sul mercato, magari in altre pubbliche gare.

L’articolo 13 del codice dei contratti cerca di bilanciare gli opposti interessi. D’altra parte lo stesso Consiglio di stato, nella sentenza citata, ricorda che l’articolo 13 del Codice dei contratti contiene specifiche previsioni in materia di accesso ai documenti di gara, e prescrive l’inaccessibilità o l’accessibilità riservata ai soli ricorrenti, i documenti che costituiscono, con motivata e comprovata dichiarazione degli offerenti, segreti tecnici o commerciali.

Tuttavia, osservano i giudici di Palazzo Spada, l’articolo 13 del Codice degli appalti fa espresso rinvio alla legge n. 241 del 1990 ed in particolare dall’articolo 24, per il quale spetta ai richiedenti l’accesso ai documenti la cui conoscenza è necessaria per curare o difendere i propri interessi giuridici.

Inoltre si legge nella sentenza «la tutela del diritto di accesso assicura la trasparenza dell’attività della pubblica amministrazione, indipendentemente dall’effettiva lesione di una determinata situazione di diritto soggettivo o di interesse legittimo»: come dire anche chi non ha partecipato alla gara può vantare un interesse (qualificato) ad acquisire la documentazione.

Nel caso specifico si è trattato di una società che ha attivato un ricorso parallelo per impugnare la gara, alla quale non ha potuto partecipare.

La trasparenza si estende al massimo e ne beneficia anche un soggetto che non è stato concorrente nella procedura di appalto.

L’orientamento del Consiglio di stato è significativo in quanto supera un precedente indirizzo contrario. Il Tar Lazio Roma, sentenza Sez. III-ter, 10/5/2011, n. 4081 ha sostenuto che il comma 6 dell’articolo 13 del codice degli appalti consente l’accesso agli atti coperti da segreti tecnici e commerciali, contenuti nelle offerte, riservandolo, però «al concorrente che lo chieda in vista della difesa in giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del contratto nell’ambito della quale viene formulata la richiesta di accesso». Secondo il Tar Lazio l’articolo 13 collega l’interesse all’accesso alla posizione giuridica non di chiunque vi abbia interesse, ma del solo concorrente che abbia intrapreso un giudizio avente ad oggetto la procedura di gara in cui l’istanza di accesso è formulata.

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