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Gare, stop al massimo ribasso

 Stop alle gare con massimo ribasso: sarà premiata l’offerta economicamente più vantaggiosa, anche sotto il profilo della qualità. Divieto di norme in deroga negli appalti, se non per eventi calamitosi. Rafforzamento del ruolo dell’Autorità nazionale anti corruzione: i commissari di gara saranno scelti a rotazione da un albo costituito proprio presso l’Anac. Limitazioni all’appalto integrato. Valorizzazione della fase progettuale. Eliminazione dell’incentivo per i progettisti della pubblica amministrazione.

Sono queste alcune delle novità contenute nel disegno di legge delega sugli appalti che è stato approvato ieri dalla Camera con 348 voti favorevoli, 78 contrari e 25 astenuti e che adesso dovrà tornare al Senato per l’approvazione definitiva. Novità che dovranno sostanziarsi in base agli oltre 70 criteri direttivi per il recepimento delle direttive su appalti e concessioni e la riforma del codice degli appalti pubblici. L’approvazione di ieri porta peraltro una importante novità: l’operazione di riforma potrà essere effettuata con un decreto unico entro aprile 2016 (di recepimento e di contestuale riforma del codice), o con due decreti delegati, uno per attuare le direttive entro il 18 aprile 2016 e un altro (entro il 31 luglio 2016) per riformare il codice dei contratti pubblici riordinando tutta la materia; poi seguiranno le linee guida Anac che sostituiranno il regolamento.

Nel merito dei numerosi criteri di delega, innanzitutto verrà «superata» la disciplina della legge obiettivo e sarà previsto il divieto, negli appalti in corso, di affidare il compito di responsabile e direttore dei lavori allo stesso contraente generale o a soggetti ad esso collegati.

Uno dei punti più delicati era anche quello degli appalti dei concessionari, oggi obbligati ad affidare i lavori in gara per almeno il 60% (e il 40% in house) e liberi al 100% di utilizzare le società in house per le forniture e per i servizi. La norma approvata ieri prevede che l’obbligo di affidamento a terzi, senza ricorso a società in house salga, entro due anni, all’80% (con il 20% di in house) e si applichi a tutte le tipologie di attività, quindi non solo ai lavori ma anche a servizi e forniture.

Un perno centrale del disegno di legge delega è rappresentato dall’Autorità nazionale anticorruzione cui si assegnano poteri di vigilanza e controllo con particolare riguardo alla fase di esecuzione dei contratti, nonché il compito di gestire l’albo dei commissari di gara e di procedere alla redazione delle linee guida che sostituiranno l’attuale regolamento del codice dei contratti pubblici.

Per arginare quanto avvenuto in passato, la delega impone al Governo di definire una disciplina ad hoc per gli appalti connessi alle situazioni di emergenza di protezione civile, che coniughi le esigenze di tempestività con quelle tese ad avere adeguati meccanismi di controllo e pubblicità successiva. In questo ambito la delega prevede espressamente il divieto di affidare contratti con procedure diverse da quelle ordinarie, fatta eccezione per «singole fattispecie connesse a particolari esigenze collegate a situazioni emergenziali». Introdotte anche misure a tutela dei rapporto di lavoro nei casi di successione di imprese nei contratti di appalti, alle medesime condizioni economiche e normative previste dalla contrattazione collettiva.

Una particolare attenzione, in diversi passi della delega viene data al tema della sostenibilità energetica e ambientale negli appalti, prendendo anche lo spunto dalle novità introdotte dalle direttive del 2014 in cui è stato introdotto il criterio dei costi sul ciclo di vita, da utilizzare come parametro di aggiudicazione e come elemento premiale. Per i comuni non capoluogo vi sarà l’obbligo di ricorrere a centrali di committenza per gli appalti superiori a 100 mila euro. Una importante novità riguarda anche l’incentivo del 2% dell’importo dei lavori di competenza dei tecnici della pubblica amministrazione, che sarà indirizzato sulla programmazione e sul controllo e non sulla progettazione, le funzioni che dovranno essere prioritarie per la p.a .

Viene prevista anche una più che logica unificazione delle banche dati concernenti elementi di interesse ai fini della partecipazione a procedure di gara che saranno convogliate presso l’Anac, anche se il sistema di verifica dei requisiti dell’Avcpass, che dovrà essere semplificato e aggiornato, passerà al ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Importante l’indicazione sul soccorso istruttorio che dovrà essere sempre possibile sulle irregolarità formali, ma senza sanzioni.

Prevista una limitazione dell’appalto integrato (appalto di progettazione esecutiva e costruzione) che non sarà più possibile sulla base del progetto preliminare e consentito quando vi siano lavori di notevole contenuto innovativo o tecnologico e in particolare per le opere puntuali.

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