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Garanzie, si rischia l’impasse

Le banche e il legislatore non sembrano parlare la stessa lingua. Nonostante la conversione in legge del decreto liquidità sembri essere molto chiara nel disciplinare cosa devono fare le imprese e cosa devono fare le banche per erogare gli aiuti, sono ancora molte le imprese costrette a subire un’istruttoria «tradizionale» poiché alcune banche ritengono di doversi assumere «il rischio di credito». La conversione in legge del cosiddetto dl liquidità specifica che «il soggetto che eroga il finanziamento non sarà tenuto a svolgere accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato». La precisazione è contenuta nel nuovo articolo 1-bis del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali. La legge specifica che, oltre che per le garanzie di Sace, tale disposizione sarà applicata anche alle richieste di accesso alla garanzia prevista dal Fondo di garanzia. Sarà quindi l’amministratore della società ad assumersi la responsabilità di dichiarare che l’attività d’impresa è stata limitata o interrotta dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 o dagli effetti derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse alla medesima emergenza. Sarà sempre lui ad assumersi la responsabilità di dichiarare che prima di tale emergenza sussisteva una situazione di continuità aziendale. Questo sembrava essere sufficiente per poter accedere alla garanzia del 100% a 10 anni per finanziamenti fino a 30 mila euro o a quella del 90% per finanziamenti fino a 5 milioni di euro concessi dal fondo di garanzia. Purtroppo, nella fase operativa qualcosa non sta funzionando. Sono molte le banche che ritengono che rimane a carico loro il «rischio di credito» e che quindi devono fare istruttorie standard. Se per i 30 mila euro i casi sono sporadici, per le operazioni più alte sono diverse le banche che tengono questa impostazione.

 

Cosa dichiarano le imprese. Eppure, l’autodichiarazione contiene tutto quanto necessita: danni da Covid-19, situazione di azienda normale ante pandemia, motivazione del finanziamento. I nuovi finanziamenti garantiti dovranno infatti essere accompagnati da una dichiarazione dell’atto di notorietà, rilasciata ai sensi dell’articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del presidente della repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Con questa il titolare o il legale rappresentante dell’impresa richiedente, sotto la propria responsabilità, è tenuto a dichiarare che l’attività d’impresa è stata limitata o interrotta dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 o dagli effetti derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse alla medesima emergenza e che prima di tale emergenza sussisteva una situazione di continuità aziendale. Dovrà dichiarare che i dati aziendali forniti su richiesta dell’intermediario finanziario sono veritieri e completi.

Inoltre dovrà dichiarare che il finanziamento coperto dalla garanzia è richiesto per sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che sono localizzati in Italia. La conversione in legge prevede anche che, non appena ricevuta l’autodichiarazione, il soggetto al quale è chiesto il finanziamento la dovrà trasmettere tempestivamente alla Sace spa o al soggetto gestore del fondo di garanzia e, fermi restando gli obblighi di segnalazione previsti dalla normativa antiriciclaggio, per la verifica degli elementi attestati dalla dichiarazione sostitutiva, il soggetto che eroga il finanziamento non sarà tenuto a svolgere accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato. Unico requisito aggiuntivo previsto è che l’operatività dovrà transitare su un conto corrente dedicato e nella causale del pagamento dovrà essere inserita la locuzione: «Sostegno ai sensi del decreto-legge n. 23 del 2020». L’impresa beneficiaria sarà tenuta a segnalare in causale tutti gli utilizzi di liquidità connessi con il finanziamento garantito.

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