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«Garanzie più forti alle piccole imprese»

Potenziare ancora di più le garanzie pubbliche consentendo anche l’accesso diretto delle imprese al Fondo centrale per prenotarsi direttamente la garanzia, aiutare la patrimonializzazione delle aziende e sfruttare in pieno tutti gli strumenti extra-banca che ormai cominciano a moltiplicarsi, come i minibond. Il credit crunch che continua a pesare soprattutto sulle Pmi si sconfigge anche così, perché ora e ancora di più nei prossimi mesi – quando si faranno sentire in pieno gli effetti del bazooka di Draghi – la liquidità c’è. «Il vero problema è fare arrivare questa liquidità alle imprese», avverte Vincenzo Boccia, presidente del comitato credito e finanza di Confindustria che ieri ha chiuso un incontro organizzato a Roma da Unindustria sulla «finanza per la crescita» nel roadshow promosso con Cassa Depositi e Prestiti.
«Migliorare le condizioni di accesso al credito delle Pmi e ridurne i costi, anche attraverso il potenziamento del sistema delle garanzie, è uno degli obiettivi che stiamo portando avanti con successo per sostenere le imprese laziali in un contesto di credit crunch», ha spiegato Maurizio Stirpe, presidente di Unindustria. Che ha citato tra gli altri strumenti messi in campo anche il lancio dei primi bond territoriali per aiutare gli investimenti delle Pmi laziali. Mentre per il prossimo futuro Unindustria sta studiando la possibilità di ricorrere al meccanismo del «rating di fliera» attraverso il quale l’impresa più grande trasferisce ai propri fornitori il proprio rating per favorire l’accesso al credito. Anche per Angelo Camilli, presidente della piccola industria di Unindustria, è cruciale diffondere la conoscenza dei canali di finanziamento diversi dal tradizionale credito bancario: «Ci sono significativi passi avanti in questa direzione, ma bisogna rafforzare e rendere più accessibili questi strumenti per le Pmi», ha aggiunto Camilli. Che ricorda il successo della costituzione di una sezione speciale per il Lazio con una dote da 30 milioni nel Fondo centrale di garanzia (in 10 mesi c’è stato un raddoppio delle attività di credito). Grazie invece all’apposito plafond Pmi di Cassa depositi e prestito, ha ricordato il direttore generale di Cdp Andrea Novelli, sono arrivati 664 milioni alle sole imprese laziali su provvista di Cassa. L’assessore regionale alle Attività produttive, Guido Fabiani, ha evocato invece la carta dei fondi europei per il Lazio: «Si tratta di 4,1 miliardi, se nelle prossime settimane ci sarà l’approvazione europea della programmazione, la disponibilità dei fondi ci sarà già a partire dalla metà del 2015».
Infine Gianfranco Torriero, vice direttore dell’Abi, ieri ha difeso il grande lavoro delle banche che «hanno finanziato l’economia con 1850 miliardi». E si trovano ad affrontare vincoli sempre più stringenti soprattutto sul patrimonio. Preoccupazioni, queste, condivise da Boccia: «Non possiamo accettare che il potenziale del quantitative easing venga fermato dal regole contrarie della autorità regolatorie, in particolare l’autorità bancaria europea, con questo doppio livello l’effetto non arriverà mai». Tanto che il presidente del comitato credito e finanza di Confindustria propone di lanciare una proposta italiana, insieme all’Abi, «perché altrimenti si creano grandi aspettative ma, una volta superati gli stress test, l’Eba mette ancora dei blocchi».

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