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Garanzie, Bcc, aste: tutte le misure del decreto

Roma
«Da domani mattina il sistema bancario è più solido». Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha chiuso così la breve conferenza stampa che è seguita alla lunga riunione di ieri a palazzo Chigi, servita per varare un decreto che contiene la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia statale per lo smaltimento delle sofferenze e un’incentivazione fiscale per far ripartire le vendite giudiziarie di immobili e agevolare così il recupero dei crediti “non performing” ad essi collegati.
«Il sistema italiano è solido, non è il più preoccupante del mondo, sono molto più preoccupato per banche di altri paesi anche più solidi dell’Italia anche perché una crisi del sistema bancario, ad esempio, in Germania ha certo effetti anche da noi» ha detto Renzi spiegando che nel decreto «nessuna misura è risolutiva ma sono ulteriori tasselli di consolidamento del mosaico del sistema bancario».
Nel decreto varato ieri non ci sono le misure per far partire gli indennizzi via arbitrato ai risparmiatori che hanno in portafoglio obbligazioni subordinate delle quattro banche entrate in risoluzione con il decreto dello scorso 22 novembre. Il premier ha però negato che si tratti di uno slittamento:?la strada per l’adozione del meccanismo dei rimborsi è quello previsto in legge di Stabilità (un Dpcm e un decreto ministeriale, ndr).

I testi sono quasi pronti – ha detto Renzi – e verranno varati nei prossimi giorni.
Il decreto approvato ieri in tarda serata dal Consiglio dei ministri ha cambiato in divenire i contenuti che erano annunciati alla vigilia confermando i punti forti della riforma delle banche di credito cooperativo e la garanzia statale per facilitare lo smaltimento delle sofferenze bancarie. Uno schema che prevede una remunerazione della garanzia «in linea con le condizioni di mercato per il rischio assunto», ha sottolineato proprio ieri la Commissione europea dando il suo benestare all’intesa siglata due settimane fa dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, con il commissario alla concorrenza, Margrethe Vestager. Uno strumento in più «nella cassetta degli attrezzi», ha ripetuto più volte il ministro, che nelle stime del Tesoro dovrebbe consentire di “muovere” 70 miliardi di crediti (sui 200 lordi e 88 netti) diventati inesigibili.
Dopo mesi di gestazione, con il decreto arriva anche la riforma delle Bcc, che dovrebbe recepire in larga parte l’autoriforma messa a punto dalle stesse banche cooperative. Al testo, però, si è continuato a lavorare fino all’ultimo, perché sono riemerse tensioni su uno dei nodi centrali della riforma, la creazione o meno di un’unica holding capogruppo. Alla fine è prevalsa l’impostazione prevista fino alla vigilia: capogruppo unica con capitale da almeno un miliardo per coagulare il sistema delle Bcc tramite contratti di coesione per un controllo maggioritario. Le Bcc con riserve superiori a 200 milioni potranno però scegliere di non aderire alla holding ma se lo faranno dovranno versare all’Erario il 20% di questo capitale.
Tornando all’agevolazione sulle vendite giudiziarie di quest’anno si prevede che alle banche o agli altri intermediari che comprano immobili in asta venga chiesto di pagare solo 200 euro al posto dell’imposta di registro pari al 9% del valore del bene se, in cambio, riescono a rivenderli entro i ventiquattro mesi successivi. La dote messa in campo su questa misura, che vale solo nel 2016, è di 200 milioni:?«È un messaggio per semplificare la questione dei crediti incagliati» ha detto Renzi.
Tornando agli indennizzi per i risparmiatori che hanno acquistato obbligazioni subordinate delle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, fatta la scelta dello stralcio dal decreto, si tornerà quindi ai due veicoli normativi previsti dalla legge di Stabilità: un Dpcm per la costituzione della Camera arbitrale presso l’Anac e il decreto ministeriale per definire i criteri di accesso ai rimborsi che, in ogni caso, non dovrebbero superare la soglia dei 100mila euro, in linea con quanto previsto per le tutele dei depositi in caso di default. Quest’ultimo decreto, messo a punto anche con l’ausilio dei tecnici Consob, dovrebbe tra l’altro contenere gli indicatori con cui stabilire i casi di violazione della normativa a tutela del risparmio e gli obblighi informativi cui saranno tenute le banche interessate nel confronto con il fondo di tutela. I due provvedimenti dovrebbero arrivare la prossima settimana – secondo fonti di palazzo Chigi – anche se la delega prevista in manovra concede più tempo, fino a fine marzo. Vale ricordare che la dote messa a disposizione per i rimborsi parziali è di 100 milioni di euro.

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