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Garanzia statale sui crediti ceduti

Diventano definitive – con la conversione in legge – le disposizioni del Dl 66/14 sui pagamenti della Pa, proprio mentre la Ue attiva la procedura d’infrazione (si veda pagina 2).
Tra queste, spicca quella in cui si prevede che i fornitori dello Stato potranno comunicare i dati sulle fatture emesse dal 1° luglio 2014 mediante la piattaforma telematica del ministero dell’Economia. La Pubblica amministrazione comunica con lo stesso canale le informazioni sulla ricezione e rilevazione sui propri sistemi contabili delle fatture entro il 15 di ogni mese, evidenziando anche i debiti non estinti, certi, liquidi ed esigibili per i quali, nel mese precedente, sia stato superato il termine di pagamento dal quale derivano gli interessi moratori. Queste informazioni, in forma aggregata, dovranno essere trasmesse anche per le fatture e le richieste di pagamento del primo semestre 2014. Un vero impegno per la Pa.
Sul fronte delle risorse messe a disposizione della Pa per far fronte ai debiti accumulati, il Fondo sblocca-debiti introdotto dall’articolo 1, comma 10 del Dl 35/2013 è oggetto nelle sue varie articolazioni di ulteriori accreditamenti.
Ad esempio, l’articolo 31 del nuovo decreto assegna due miliardi al Fondo sblocca-debiti delle società partecipate: i debiti devono essere certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2013; deve essere stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro questo termine termine; nel caso di debiti fuori bilancio, occorre che presentassero i requisiti per il riconoscimento alla data del 31 dicembre 2013, anche se sono stati riconosciuti in bilancio in data successiva. Le partecipate a loro volta destineranno le risorse per l’estinzione dei loro debiti, con le stesse caratteristiche appena elencate.
Viene confermata poi l’integrazione del Fondo con altri 6 miliardi di euro. Sarà un decreto dell’Economia a operarne la ripartizione fra i vari beneficiari, e a dettare i criteri, i tempi e le modalità per la concessione delle risorse alle regioni e agli enti locali, compreso quelli che non hanno prima avanzato richiesta di anticipazione di liquidità a valere sul Fondo.
L’articolo 33 interessa i Comuni che hanno deliberato, fra il 1° ottobre 2009 e il 6 giugno 2013, il dissesto finanziario. Per questi enti è consentita un’anticipazione, fino all’importo massimo di 300 milioni di euro per il 2014, utilizzabile in aumento della massa attiva della gestione liquidatoria per il pagamento dei debiti ammessi alla procedura.
L’articolo 37 dispone che le cessioni dei crediti certificati mediante la piattaforma elettronica possono essere stipulate mediante scrittura privata. Le cessioni si intendono notificate e sono efficaci e opponibili nei confronti delle amministrazioni cedute dalla data di comunicazione della cessione alla Pa attraverso la piattaforma elettronica. Questi atti, come previsto dal nuovo articolo 38-bis, sono esenti da imposte, tasse e diritti di qualsiasi tipo, fatta eccezione per l’Iva.
Lo stesso articolo ha introdotto la garanzia dello Stato a copertura del credito certificato, operante dal momento dell’effettuazione delle operazioni di cessione o ridefinizione dei debiti.
La garanzia opera anche per i debiti che, anche se non certificati, risultino comunque maturati al 31 dicembre 2013, purché i creditori presentino istanza di certificazione improrogabilmente entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, utilizzando la piattaforma elettronica e si ottenga la certificazione entro i 30 giorni successivi.
L’eventuale cessione pro-soluto del credito certificato e assistito dalla garanzia dello Stato darà diritto all’applicazione di interessi contenuti sull’operazione di anticipo.
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