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Garanzia, si torna al pre-Covid

Il Fondo di garanzia per le pmi torna alle condizioni pre-emergenza, con vantaggi e svantaggi per i soggetti finanziabili. Le misure di potenziamento del Fondo previste inizialmente dal decreto Liquidità per fare fronte alle conseguenze economiche della pandemia sono state ulteriormente oggetto di intervento da parte del legislatore con il cosiddetto decreto Sostegni bis. Con il «pacchetto liquidità» nel dl 73/2021, infatti, le pmi e i titolari di partita Iva potranno usufruire, o continuare a usufruire, insieme alla moratoria dei mutui questa volta però solo per la quota capitale delle rate, delle garanzie del Fondo fino al 31 dicembre 2021. La copertura resta al 100% per i finanziamenti in essere fino a 30 mila euro ed è confermata al 90% per quelli di importo superiore anche in caso di allungamento della durata dei prestiti fino a dieci anni. Per contro, le regole cambiano per i prestiti richiesti dopo il 30 giugno, per i quali il decreto prevede una riduzione della garanzia in caso di allungamento della durata del debito oltre i 6 anni, che passa dal 100% al 90% per i prestiti entro la soglia di 30 mila euro e dal 90 all’80% per quelli di importo superiore a tale importo.

Il decreto 73/2021 ha inoltre previsto, a integrazione degli strumenti del Fondo, una garanzia pubblica di portafoglio per sostenere i finanziamenti a medio lungo termine concessi alle imprese fino a 499 dipendenti a fronte di progetti di ricerca e sviluppo e di programmi di investimento (si veda altro servizio in pagina). Buone nuove anche per gli enti non commerciali e gli enti del Terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, i quali grazie al decreto Sostegni bis potranno richiedere garanzie per i finanziamenti di importo fino a 30 mila euro e di durata massima di 15 anni. Invece, le imprese «diverse dalle pmi» con un numero di dipendenti non superiore a 499 (le cosiddette Midcap) non possono più ottenere garanzie da parte del Fondo pmi su singole operazioni

Le misure previste dal dl Sostegni bis per il Fondo di garanzia saranno presto attuative, ma la loro effettiva applicazione è subordinata all’approvazione da parte della Commissione europea, a eccezione di alcune misure già operative dal 26 maggio 2021 (circ. Mcc del 26/5/2021).

Le novità previste per il Fondo pmi. Le misure introdotte dal decreto Sostegni bis riguardano:

– il ritorno, a partire dal 1° luglio 2021, all’ordinaria percentuale massima di garanzia dell’80% in luogo del 90%, secondo quanto precedentemente stabilito dall’art. 13, comma 1, lett. c) del decreto Liquidità;

– l’inserimento all’interno del comma 1 dell’art. 13 del decreto Liquidità di una nuova lettera c-bis) che consente l’innalzamento della durata massima dei finanziamenti garantibili a 10 anni, previa notifica e autorizzazione della Commissione europea. È inoltre prevista la possibilità, per i finanziamenti già garantiti dal Fondo, di estenderne la durata fino a 10 anni con allungamento della garanzia pubblica di pari durata;

– a partire al 10 luglio 2021, la riduzione della percentuale massima di copertura dal 100% al 90% sui finanziamenti garantiti ai sensi dell’art. 13, comma 1, lettera m) del decreto Liquidità e la possibilità, a partire da tale data, di applicare un tasso diverso da quello previsto dallo stesso decreto;

– la proroga al 31 dicembre 2021 della riserva di 100 milioni di euro per le garanzie concesse in favore degli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, di cui all’art. 13, comma 12-bis, del decreto Liquidità, come da ultimo modificato dall’art. 64, comma 3, del dl 104/2020;

– il rifinanziamento complessivo del Fondo di garanzia per le pmi pari a 1.860.202.000 curo per l’anno 2021.

Il decreto definisce inoltre small mid-cap le imprese con un numero di dipendenti fino a 499, diverse da micro, piccole e medie imprese.

Gli interventi si pongono anche nella prospettiva di graduale superamento delle misure emergenziali anti-Covid, in deroga alla disciplina in materia di aiuti di Stato. Di conseguenza, si sta procedendo verso un graduale de-potenziamento delle misure, nella prospettiva di una progressiva riconduzione del Fondo pmi alla sua ordinaria operativita, attraverso l’abbassamento della percentuale massima di garanzia dal 100% al 90% dell’importo massimo garantito, per le operazioni di cui all’art. 13 del decreto Liquidità, nonché il ripristino, per le altre forme di garanzia, dell’ordinaria percentuale massima di garanzia all’80%. Al riguardo va precisato che le misure si applicano ai nuovi finanziamenti rilasciati a partire dal 1° luglio 2021, mentre fino al 30 giugno continuano ad applicarsi le percentuali stabilite dalla normativa vigente.

Le misure già operative dal 26 maggio. Anche se il prolungamento dei termini delle agevolazioni previste dal Fondo è subordinato all’approvazione della Commissione europea, sono tre le novità che dallo scorso 26 maggio 2021 sono immediatamente operative, come prevede la circolare 4/2021 del Mediocredito centrale, gestore del Fondo:

1) è stata nuovamente introdotta la possibilità di presentare richieste di garanzia per finanziamenti di importo fino a 30 mila euro e di durata massima di 15 anni (art. 13, comma 1, lettera m) del decreto Liquidità) in favore degli enti del Terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti;

2) per le imprese «diverse dalle pmi» con un numero di dipendenti non superiore a 499 (ovvero le cosiddette Midcap) non possono essere più concesse garanzie su singole operazioni, anche se la richiesta è stata presentata prima del 26 maggio;

3) per la stessa tipologia di imprese di cui al punto 2) con numero di dipendenti non superiore a 499 è prevista la possibilità di accedere alla garanzia nell’ambito di portafogli di finanziamenti a medio-lungo termine finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione e/o programmi di investimento.

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