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«Garanzia senza impatto su deficit-debito»

ROMA
«Facciamo di tutto per accelerare il processo» assicura il ministro Pier Carlo Padoan, al termine del question time alla Camera nel quale ha spiegato le caratteristiche dell’accordo raggiunto con la Ue per facilitare lo smaltimento delle sofferenze bancarie attraverso una garanzia per gli operatori finanziari. Affinchè il provvedimento di recepimento dell’intesa raggiunta nella tarda serata di martedì con il commissario Ue Margrethe Vestager veda la luce, però, bisognerà aspettare la prossima settimana, perché il governo intende inserire in un unico provvedimento da varare in Cdm tutte le misure sulle banche: Npl, ulteriori misure di revisione della procedura consensuale e riforma delle banche di credito cooperativo.
Del resto, l’Italia deve ancora notificare formalmente il progetto alla Commissione Ue e quest’ultima dovrà formalizzare l’intesa , adottando una decisione secondo la quale il progetto non comporta aiuti di Stato, allo scopo di fornire certezza legale agli operatori. Tuttavia, le caratteristiche del nuovo strumento che dovrebbe incentivare le cartolarizzazioni dei prestiti problematici, in modo da liberare spazio nei bilanci bancari per maggiori erogazioni all’economia, creando un mercato di dimensioni adeguate per questi titoli, sono state esplicitate ieri alla Camera dal ministro. Padoan ha tenuto a sottolineare che «la presenza della garanzia pubblica faciliterà il finanziamento dell’operazione di cessione delle sofferenze e non avrà impatti nè sul debito pubblico nè sul deficit». Infatti, ha spiegato il ministro «si tratta di una garanzia che il Tesoro venderà agli operatori che ne faranno richiesta, nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione. Lo Stato garantirà solo le tranche senior, cioè quelle più sicure e non si potrà procedere al rimborso delle tranche più rischiose se prima non verranno rimborsate totalmente le tranche più sicure».
La “benedizione” del commissario Vestager è arrivata perchè le garanzie saranno a pagamento e a prezzi di mercato : in tal modo cade il fumus di aiuto di Stato, in quanto non c’è discriminazione a danno di altri intermediari. Il costo della garanzia, spiega il ministero di via XX settembre, sarà calcolato prendendo a riferimento i prezzi dei Credit default swaps(gli strumenti finanziari con cui ci si assicura contro il rischio di fallimento) degli emittenti italiani che hanno un rating corrispondente a quello delle tranches garantite dei nuovi titoli. E questo prezzo sarà crescente nel tempo, così com’erano crescenti nel tempo, anni fa, i rendimenti previsti per i Tremonti bonds e per i Monti bonds. Lo scopo è «tener conto dei maggiori rischi connessi a una durata maggiore delle note ed introdurre un forte incentivo a recuperare velocemente i crediti». Inoltre, lo Stato concederà questa garanzia solo se i prestiti cartolarizzati avranno ottenuto una pagella accettabile da un’agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista della Bce.
Le banche che cartolarizzano dovranno affidare l’incarico del recupero dei crediti a un service esterno, in modo da evitare conflitti d’interessi che rallentino l’azione di recupero. Questo intervento, ha assicurato ieri il ministro Padoan, non solo non genererà oneri per il bilancio dello Stato, ma si prevede che le commissioni incassate saranno superiori ai costi e che vi sia quindi un’entrata netta positiva per l’Erario. Il mercato, per il momento, ha avuto reazioni fredde. Si tratta di una risposta comprensibile, anche perchè vi sono elementi di dettaglio non indifferenti, che devono essere chiariti. Per esempio, non è ancora chiaro se le tranche senior dei titoli che hanno come sottostante i prestiti difficili, sulle quali la banca o la società-veicolo comprano la garanzia pubblica, potranno poi essere acquistate dalla Bce. «E’ possibile» ha in ogni caso auspicato ieri il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, che ha espresso «soddisfazione per la costruttiva conclusione del lungo negoziato del Governo con la Commissione europea sui crediti deteriorati, che darà certezza del diritto al settore». Anche per Gian Maria Gros Pietro, presidente del Consiglio di gestione di Banca Intesa,l’aspetto positivo principale è la fine delle incertezze, dopo che si è a lungo parlato di bad bank».

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