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Garanzia Sace, una via di fuga

Liquidità concessa con rimborso in sei anni con due di preammortamento: tutti gli strumenti messi in campo dal dl n. 23 dell’8 aprile, il cosiddetto decreto liquidità, si assestano su questa durata massima. Ossia, Sace o fondo di garanzia per finanziamenti fino a 25 mila euro, fino a 800 mila euro o fino a 5 milioni trovano il loro tetto massimo a sei anni di rimborso. Motivo per il quale è bene già da subito attrezzarsi per le garanzie offerte da Sace, pur avendo un costo. Infatti, per le pmi, i professionisti e gli esercenti arti e professioni, se non ci saranno i rifinanziamenti auspicati anche da Banca D’Italia, difficilmente ci sarà spazio per altre operazioni oltre i 25 mila euro. Da venerdì 17 aprile è iniziata la corsa alle garanzie concesse dal fondo centrale di garanzia fino a 25 mila euro. E anche se il tecnicismo della norma considera ammissibile l’importo fino al 25% dei ricavi, è facile prevedere che i fondi a disposizione del fondo di garanzia andranno esauriti in pochi giorni. I progetti piccoli saranno avvantaggiati dal fatto che il fondo centrale di garanzia ha messo a disposizione il modulo di domanda già dal 17 aprile, quindi i potenziali beneficiari (piccole e medie imprese, nonché persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività è stata danneggiata dall’emergenza Covid-19) hanno potuto candidarsi da subito inviando la domanda con una semplice e-mail accompagnata da un documento. Le imprese più strutturate, alle prese con la richiesta di importi più elevati, non hanno ancora a disposizione le modalità operative; le banche stanno già chiamando le imprese (le migliori) per fare domanda, ma non hanno la modulistica e non sanno anticipare i tassi. Questo crea stallo, ma nel contempo le piccole pratiche corrono. Quindi, lo strumento conferma una forte validità, con le imprese che rispondono alla chiamata, ancora una volta. Lo Stato non si indebita ulteriormente, come invece accadrebbe distribuendo fondi a pioggia in deficit. Unico elemento da mettere nel bilancio sono gli accantonamenti per le eventuali perdite future: nel bilancio 2020, con un miliardo di euro, ha risolto il problema. Pertanto, nel breve e in attesa che lo stato immetta nuove garanzie, le imprese e i professionisti devono inseguire quanto disponibile.

 

È già ora della Sace. Una volta esaurita la disponibilità del fondo di garanzia, come previsto dal decreto liquidità, anche le pmi e i professionisti, insieme alle partite Iva, potranno passare a rincorrere i 200 miliardi di euro messi a disposizione dalla Sace. In questo caso, è già certo che la durata totale dei finanziamenti non potrà essere superiore a 6 anni, con la possibilità per le imprese di avvalersi di un preammortamento di durata fino a 24 mesi. Le istruzioni della Sace già specificano che non saranno ammessi preammortamenti di durata rappresentata da frazione di anno, ma solo per multipli di 6 mesi. Il costo complessivo per il richiedente sarà costituito dal costo di finanziamento specifico, ossia il tasso di interesse incluso un margine che sarà definito da ciascun soggetto finanziatore, e dal costo della garanzia. Da previsione normativa, il costo dei finanziamenti coperti dalla garanzia deve essere inferiore al costo che sarebbe stato richiesto dal soggetto o dai soggetti eroganti per operazioni con le medesime caratteristiche ma prive della garanzia. Sono ammessi a garanzia nuovi finanziamenti che siano concessi nel rispetto di quanto previsto dal decreto liquidità e come riportato nelle Condizioni e termini generali e relativi allegati stabiliti da Sace e che siano erogati dal 9 aprile 2020. I finanziamenti devono essere destinati a sostenere costi del personale, investimenti materiali e immateriali, ma sono escluse le acquisizioni di partecipazioni societarie. Sono invece ammessi investimenti in capitale circolante. Gli investimenti devono essere finalizzati a rilanciare gli stabilimenti produttivi e le attività imprenditoriali localizzati in Italia. Il finanziamento verrà erogato dalle banche, dalle istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e dagli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, garantito da Sace e controgarantito dallo Stato. Analogamente al fondo di garanzia, avrà come limite di importo il 25% del fatturato 2019, in Italia, come risultante dal bilancio ovvero dalla dichiarazione fiscale. In alternativa, però, la garanzia Sace può essere calcolata sul doppio della spesa salariale annuale in Italia per il 2019 ovvero da dati certificati, se l’impresa non ha approvato il bilancio. Il finanziamento beneficia di una garanzia statale che può andare dal 70 al 90%, a seconda delle dimensioni dell’azienda. Il soggetto che eroga il finanziamento conserva, quindi, una quota del rischio associato. La differenza principale tra fondo di garanzia e garanzia Sace, oltre all’importo della copertura è determinata dai costi: la garanzia dello stato è gratuita, quella rilasciata da Sace ha un costo.

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