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Garanzia giovani a 360°

Sprint all’ingresso degli under29 negli studi professionali (scommettendo su tirocini e contratti di apprendistato, ma anche su incentivi per metter su l’attività) e impegno per «anticipare e combinare i nuovi fabbisogni formativi rispetto alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro».

E, ancora, promuovere un salto di qualità per le categorie, attraverso una (innovativa) «mappatura delle competenze». Sono le principali opportunità contenute nel protocollo d’intesa per l’attuazione della Garanzia giovani sottoscritto ieri pomeriggio, nella sede del ministero del welfare, dal titolare Giuliano Poletti e dai presidenti del sindacato Confprofessioni Gaetano Stella e dell’Adepp (l’Associazione delle casse privatizzate) Andrea Camporese; il mondo delle libere professioni si siede così, a pieno titolo, al tavolo dell’ambizioso programma per offrire chance di inserimento e apprendimento a svariate migliaia di ragazzi disoccupati, o in difficoltà, grazie a una dotazione complessiva che supera 1,5 miliardi di euro.

Fra gli interventi da sviluppare nella cornice del piano, uno ricalca l’iniziativa europea «New skills for new jobs», destinata a inquadrare le nuove esigenze formative in considerazione della richiesta che arriva dalle aziende e dal contesto, mediante la quale i due organismi lanceranno «nell’ambito di un processo di certificazione delle competenze, azioni volte a prevenire il fenomeno di «mismatch» (termine con cui si indica l’eccesso di offerta rispetto alla capacità di assorbimento della domanda di lavoro), mediante una rilevazione dei fabbisogni professionali del settore di riferimento»; e sarà, inoltre, possibile delineare ulteriori profili all’interno del sistema di classificazione e inquadramento del personale.

«Il nostro sforzo sarà duplice», dichiara Camporese, visto che «da una parte lavoreremo per rafforzare la cooperazione con le istituzioni nazionali e regionali competenti, supportandole nel lavoro di comunicazione con i giovani professionisti, dall’altra saremo i portavoce delle istanze e delle problematiche che ne ritardano l’ingresso nel mercato» occupazionale, sottolinea, dicendosi «convinto» che «per trovare le risposte giuste volte ad arginare e superare la crisi serva un impegno congiunto» e la convenzione siglata in via Veneto costituisce «il primo passo di un lungo cammino». Plaude alla collaborazione col governo, sotto l’«ombrello» di Garanzia giovani anche Stella, perché, sottolinea, il progetto «può rappresentare una risposta efficace per rilanciare le attività professionali in Italia, colpite da una dura crisi che si riflette anche nel calo dei giovani che si avvicinano alla libera professione»; dunque, «attraverso la valorizzazione di programmi per l’auto-impiego, potrà essere dato un sostegno a migliaia di persone che vogliono intraprendere un percorso professionale, non solo sotto forma di lavoro dipendente». Non va dimenticato, aggiunge, che «realtà come quelle degli studi professionali già si caratterizzano per un alto livello di occupazione giovanile». E la sinergia con l’Adepp sarà «di particolare importanza».

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