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Il Garante a Ryanair: «Scioperi, le minacce sono incostituzionali»

La lettera di Ryanair che invita piloti e assistenti di volo a disertare lo sciopero di domani per non incorrere in sanzioni – perdite economiche, penalizzazioni in trasferimenti e promozioni – ha provocato una dura presa di posizione da parte del governo italiano e del Garante degli scioperi.
«È indegno», ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda precisando che pur non essendo «il mio ambito di responsabilità» si «dovrebbe intervenire, non si può stare su un mercato, prendere i vantaggi e non rispettare le regole». Anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti considera l’iniziativa di Ryanair «una cosa gravissima», e fa sapere che vigilerà sulla «corretta applicazione dei contratti e delle leggi riferite al lavoro». Un richiamo arriva anche dal presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, Giuseppe Santoro Passarelli che ricorda come la dichiarazione dei vertici di Ryanair «appare non conforme ai principi del nostro ordinamento, nel quale lo sciopero, se esercitato legittimamente, è considerato un diritto costituzionale». Il numero uno dei Garanti rammenta che «la legge 146 sulla regolamentazione degli scioperi censura quei comportamenti aziendali che possano determinare l’insorgenza o l’aggravamento del conflitto».
La protesta di domani del personale navigante è stata indetta dalla Fit-Cisl (dalle 13 alle 17), per ottenere il riconoscimento del ruolo delle organizzazioni sindacali nella contrattazione e aprire un negoziato per il contratto collettivo nazionale. Ryanair, infatti, applica contratti individuali al proprio personale o si rivolge a quattro società fornitici di piloti: la Brookefield aviation international, la Woorkforce international contractors limited, la Mc Ginley Aviation e la Crewlink Ireland limited. Anche l’Anpac ha indetto per le stesse ore di domani uno sciopero del personale navigante di Ryanair che, peraltro, avviene in contemporanea con una lunga lista di proteste (tra cui lo stop dei controllori di volo di Fit-Cisl e Uglta).
Sono due le lettere inviate dal capo del personale Eddie Wilson, rispettivamente a tutti gli equipaggi basati in Italia e ai piloti con base a Fiumicino. «Ogni azione di protesta presa da ciascun equipaggio di cabina provocherà nell’immediato la perdita del roster 5/3 (la turnazione sui 5 giorni di lavoro e tre di riposo) per tutto l’equipaggio di cabina». A rischio anche gli aumenti economici futuri, i trasferimenti e le promozioni. «Questa per noi è la seconda azione di sciopero (dopo quella del 7 novembre 2016) in Ryanair – sottolinea Emiliano Fiorentino (Fit-Cisl) – a cui si sono accodate altre organizzazioni sindacali in Italia e in Europa». Quanto alla compagnia, sottolinea che «questa è la sesta volta che Fit-Cisl o Anpac annunciano uno sciopero dei piloti Ryanair per poi posticiparlo o cancellarlo» perchè «non hanno il supporto dello staff». Ma le proteste finora sono state revocate, anche perchè nei contratti individuali che il personale di Ryanair firma sono espressamente previste sanzioni fino alla rescissione del contratto in caso di adesione ad iniziative di sciopero.
La mobilitazione sindacale è europea. Entro l’anno è previsto lo sciopero dei piloti tedeschi di Ryanair, ha annunciato Ilja Schulz, presidente del sindacato tedesco Cockpit. L’Irish Airline Pilots Association ha indetto una protesta il 20 dicembre dopo che Ryanair si è rifiutata di riconoscere le sigle sindacali.
In Italia, è in corso anche un’offensiva legale promossa dalla Filt-Cgil con ricorsi per comportamento antisindacale presentati ai tribunali di Bergamo (per l’aeorporto di Orio Al Serio) e Busto Arsizio (per Malpensa), e nuove azioni legali annunciate in tutta Italia « tutela – spiega Fabrizio Cuscito – dei lavoratori e della possibilità per il sindacato di agire all’interno della società. Serve una nuova convocazione al ministero dei trasporti, per avviare un’azione congiunta, anche con Enac, che porti Ryanair a riconoscere i diritti dei lavoratori e ad accettare il confronto». Un intervento diretto del ministero è sollecitato anche da Claudio Tarlazzi (Uilt) per «trovare soluzioni serie e condivise in tempi rapidissimi».

Giorgio Pogliotti

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