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Gabriel (Commissione Ue) ” Copyright, Roma rispetti la volontà degli europei”

Alla Commissione europea non è certo sfuggito il grande gelo che arriva dall’Italia. I 5Stelle paladini della Rete, di Internet contestano le nuove regole che il Parlamento Ue ha approvato a protezione degli artisti, degli scrittori, dei registi , dei giornalisti. La direttiva europea a tutela del diritto d’autore – che impone ai giganti del web di riconoscere un equo compenso a chi crea i contenuti – sarebbe la «soluzione sbagliata a un problema giusto», hanno detto.
E il fatto che le critiche arrivino anche dal sottosegretario all’Editoria Vito Crimi lascia pensare che l’Italia non si affretterà a recepire qui da noi le regole che sente imposte dall’Europa.
Mariya Gabriel – passaporto bulgaro, commissaria europea per la Società e l’Economia digitale – confida che il film italiano abbia comunque un lieto fine. Ne parla alla Luiss di Roma, dove è intervenuta all’inaugurazione del secondo anno della Scuola superiore di giornalismo “Massimo Baldini” diretta da Gianni Riotta.
Commissaria Gabriel, che cosa succederà se l’Italia si rifiuterà di applicare queste nuove norme comunitarie?
«Il nostro compito non è quello di sindacare le posizioni dei singoli Stati. Noi diciamo, però, che martedì si è verificato un fatto politicamente rilevante. Il testo della direttiva è stato approvato dal Parlamento europeo con una solida maggioranza».
Hanno votato sì anche tanti eurodeputati italiani.
«Hanno votato sì eurodeputati di Paesi e di partiti diversi, per cultura e orientamenti. Questa è la volontà popolare. Si è manifestata chiaramente e andrebbe tenuta nel debito conto».
Se però Roma punterà i piedi, voi da Bruxelles non potrete obbligare il nostro governo ad applicare le regole.
«Noi aspettiamo adesso l’ultimo via libera del Consiglio europeo, dove prenderanno forma gli orientamenti definitivi di tutti gli Stati, Italia inclusa».
La nuova direttiva sul diritto d’autore cambierà la vita dell’uomo della strada, delle persone che navigano la Rete?
«Le persone continueranno a usare Internet nella più totale autonomia. E Internet resterà un luogo libero. Per l’uomo della strada, dunque, non cambierà assolutamente niente. Le novità, confidiamo tutte in positivo, arriveranno per chi ha creato i contenuti che la Rete diffonde».
E tra questi creativi del web ci sono molti giovani.
«Guardiamo a loro con massima attenzione. Devono sapere che possono trarre un giusto compenso dal loro lavoro qui da noi in Europa, senza cercare fortuna in altre parti del mondo».
Lei si occupa anche di lotta alle fake news. Perché questo tema vi sta tanto a cuore?
«Si avvicinano le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. La Commissione vuole che le cittadine e i cittadini europei – mentre vanno alle urne, a maggio – dispongano di informazioni corrette, complete, equilibrate.
Senza falsi o depistaggi, in particolare su temi delicati come i vaccini, le migrazioni, il clima».
Voi che cosa avete fatto, in concreto?
«Oggi intanto abbiamo una definizione condivisa, comune a tutti i Paesi, di fake news. I nostri esperti hanno poi scritto un rapporto tra i più completi al mondo sulle dinamiche di questo fenomeno. Sul piano operativo Google, Facebook, Twitter hanno preso con noi, impegni precisi sul monitoraggio in tempo reale della Rete e sul sistema di alert. Infine confidiamo sui giornalisti».
Forse servono ancora…
«Invitiamo i governi nazionali a sostenere i media di qualità. A nostra volta aiutiamo le esperienza di giornalismo investigativo transfrontaliero. I cronisti coraggiosi, colti, indipendenti, credibili sono l’argine migliore alle fake news».

Aldo Fontanarosa

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