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G-4 in teleconferenza sulla crisi

BRUXELLES – La Commissione europea ha preso atto ieri degli sforzi del Governo Monti nel risanare l’economia nazionale. Stilando sette raccomandazioni di politica economica, l’esecutivo comunitario ha messo l’accento sulla riforma del mercato del lavoro, sulle liberalizzazioni e sull’evasione fiscale. Non ha chiesto nuove misure di risanamento, ma ha parlato di un debito «molto elevato» che rappresenta per il Paese «una importante vulnerabilità».

Da Roma il presidente del Consiglio italiano Mario Monti ha commentato positivamente le informazioni provenienti dalla Commissione. «È importante, per un Paese in piena tempesta economico-finanziaria, essere percepito come un Paese su una solida rotta di risanamento». Lo stesso premier, in giornata, aveva partecipato a una teleconferenza con il presidente americano Barack Obama, quello francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Al centro del colloquio, confermato da fonti diplomatiche europee, la crisi dell’Eurozona e le misure di rilancio per la crescita, in vista del G20 del 18-19 giugno in Messico
Nell’ambito del semestre europeo, che prevede da un lato la pubblicazione di piani nazionali da parte dei singoli governi e successivamente la presentazione delle raccomandazioni della Commissione, l’esecutivo comunitario ha tratteggiato un quadro della situazione italiana ancora in bianco e nero. Il pacchetto prevede sette raccomandazioni che spaziano dal mercato del lavoro al risamento del bilancio, dalla lotta all’evasione alla liberazione delle professioni.
Sul fronte della lotta alla disoccupazione, la Commissione ha chiesto all’Italia di promuovere la mobilità del lavoro, adottando «in via prioritaria» la riforma del diritto del lavoro (bloccata in Parlamento). Inoltre, l’esecutivo comunitario vuole che il Paese affronti la segmentazione del mercato del lavoro e adotti un sistema integrato di sussidi alla disoccupazione. Ha anche ribadito la necessità di correggere il deficit eccessivo entro la fine di quest’anno, come previsto.
Per quanto riguarda la competitività dell’economia, la Commissione ha chiesto all’Italia di «rafforzare il legame tra i salari stabiliti a livello settoriale e la produttività, attraverso un ulteriore miglioramento del quadro normativo». Secondo la Commissione, la lotta all’evasione fiscale, all’economia in nero e al lavoro non dichiarato deve «proseguire». Nel contempo, il carico fiscale dovrebbe passare dal capitale e dal lavoro alla proprietà e ai consumi.
Interpellato ieri qui a Bruxelles sulla possibilità che sia necessaria una manovra aggiuntiva per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, il commissario agli affari monetari Olli Rehn ha affermato: «Anche tenendo conto del peggioramento della situazione economica, non abbiamo alcuna ragione di raccomandare ulteriori misure di risanamento». Ciò detto, l’analisi della Commissione sulle finanze pubbliche italiane fa emergere una qualche preoccupazione.
«L’elevato debito pubblico – spiega l’esecutivo comunitario – è un’importante vulnerabilità per l’Italia con potenziali conseguenze per tutta la zona euro». In questo senso, «l’elevato debito pubblico italiano rappresenta un importante squilibrio dell’economia italiana». La Commissione ha quindi gioco facile nell’esortare l’establishment italiano a rendere il tessuto economico del Paese più flessibile. Le misure elencate ieri devono essere approvate dal Consiglio e poi adottate nei prossimi 12 mesi.
In questo contesto, la Commissione ha anche pubblicato analisi su 12 paesi nei quali aveva notato in febbraio squilibri finanziari più o meno gravi. Tra questi l’Italia, caratterizzata da «squilibri seri» a causa del debito elevato e dalla bassa competitività. «Migliorare la crescita potenziale dovrebbe essere una priorità chiave», si legge nel documento.

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