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Fusioni e scissioni più leggere

Le società che intendono fondersi potranno rinunciare alla situazione patrimoniale di fusione, alla relazione dell’organo amministrativo e degli esperti. Stesse semplificazioni documentali anche per le scissioni. Mentre aumenteranno gli obblighi informativi in capo agli amministratori.

È quanto convalidato dal dlgs 22 giugno 2012, n. 123 (in attuazione della direttiva 2009/109/Ce), per quanto riguarda gli obblighi in materia di relazioni e di documentazione in tali operazioni straordinarie.

Anche se le semplificazioni introdotte, in alcuni casi, hanno sostanzialmente codificato soluzioni alle quali era già pervenuta la prassi interpretativa, con lo studio n. 101-2013/i pubblicato sul sito il 19 aprile 2013 il consiglio nazionale del notariato è intervenuto per chiarire alcune delle novità applicative introdotte dal dlgs 123/2012.

Esenzione del bilancio di fusione. L’organo amministrativo delle società partecipanti alla fusione è esentato dalla redazione della situazione patrimoniale laddove vi rinuncino all’unanimità i soci e i possessori di altri strumenti finanziari che attribuiscono il diritto di voto di ciascuna delle partecipanti (in seguito all’aggiunta di un ultimo comma all’art. 2501-quater). Alla rinunciabilità con il consenso unanime era già pervenuta una parte della dottrina e della prassi interpretativa, sebbene altra parte della dottrina, con diverse motivazioni, fosse di opposto avviso.

Esenzione della relazione dell’organo amministrativo. Il comma 4 dell’art. 2501-quinquies, c.c., (richiamato, per la scissione, dall’art. 2506-ter) prevede, ora, espressamente la possibilità di prescindere dalla relazione dell’organo amministrativo se vi rinunciano all’unanimità i soci e i possessori di altri strumenti finanziari che attribuiscono il diritto di voto di ciascuna delle società partecipante alla fusione.

Secondo una parte minoritaria della dottrina la relazione degli amministratori sarebbe stata prevista non solo nell’interesse dei soci, ma anche nell’interesse dei terzi creditori, in funzione della valutazione dell’opportunità di esercitare il diritto di opposizione ex art 2503 c.c., con la conseguenza che tale adempimento sarebbe stato estraneo alla sfera di disponibilità dei soci, che non avrebbero potuto rinunziarvi neppure all’unanimità.

Esenzione della relazione degli esperti. Ulteriore modifica rispetto al testo previgente concerne la rinunciabilità alla relazione degli esperti, già ammessa dall’art. 2501-sexies, ultimo comma, essendo a tale fine ora richiesto, oltre al consenso unanime dei soci di ciascuna delle società partecipanti alla fusione (già previsto nella previgente versione dell’art. 2501-sexies), anche quello dei possessori di altri strumenti finanziari che attribuiscono il diritto di voto.

Obblighi in capo agli amministratori. Con la modifica dell’articolo 2501-quinquies c.c., si è previsto l’obbligo dell’organo amministrativo di segnalare ai soci in assemblea e all’organo amministrativo delle altre società partecipanti alla fusione (prima delle assemblee delle altre società), le modifiche degli elementi dell’attivo e del passivo eventualmente intervenute tra la data in cui il progetto di fusione è depositato presso la sede della società ovvero pubblicato nel sito internet della stessa e la data della decisione sulla fusione.

Tale obbligo prescinde dalla redazione della relazione da parte dell’organo amministrativo ed è volto a completare l’informativa a favore dei soci delle società partecipanti ma anche dei creditori per porli in grado di esercitare il diritto di opposizione, essendo tali notizie rilevabili dal verbale assembleare di approvazione del progetto, che a norma dell’art. 2502-bis, c.c. deve essere iscritto nel registro delle imprese e ivi archiviato.

Società quotate. Le società quotate potranno sostituire la situazione patrimoniale, oltre che con il bilancio relativo all’esercizio chiuso non oltre sei mesi prima del giorno del deposito o della pubblicazione del progetto di fusione (come per qualunque società), anche con la relazione finanziaria semestrale prevista dall’art. 154-ter, comma 2, dlgs 58/98, purché non riferita ad una data antecedente sei mesi dal giorno di deposito o pubblicazione del progetto di fusione.

Fusione con indebitamento. La generale rinunciabilità ai documenti di fusione non opera pienamente per le ipotesi di fusione a seguito di acquisizione con indebitamento, essendo in tal caso la rinunciabilità riferibile alla sola situazione patrimoniale.

Nella fusione con indebitamento infatti:

– la relazione degli amministratori deve indicare le ragioni dell’operazione e contenere un piano economico e finanziario con indicazione della fonte delle risorse finanziarie e la descrizione degli obiettivi da raggiungere (art. 2501-bis, comma 3);

– la relazione degli esperti deve attestare la ragionevolezza del progetto di fusione relative alle risorse finanziarie previste per il soddisfacimento delle obbligazioni della società risultante dalla fusione (art. 2501-bis, comma 4).

Fusione di società interamente possedute. Il dlgs 123/2012 ha modificato le condizioni alle quali è subordinata, nella fusione per incorporazione di una società in un’altra che possiede tutte le quote o azioni della prima, la possibilità di prevedere nell’atto costitutivo o nello statuto la competenza dell’organo amministrativo in luogo di quella dei soci.

Al comma 2 dell’art. 2505, sono stati introdotti i riferimenti all’art. 2501-ter, commi 3 e 4 (condizione di cui alla lett. a): pubblicazione del progetto di fusione nel registro delle imprese o sul sito internet della società; decorso di trenta giorni, salvo rinuncia con il consenso unanime, tra data di pubblicazione del progetto e sua approvazione), nonché, quanto alla società incorporante, quelle dell’art. 2501-septies (condizione di cui alla lett. b): deposito e pubblicazione dei documenti).

È stato modificato, inoltre, l’art. 2505-bis, relativo alla fusione per incorporazione di società possedute al 90%, per la quale il legislatore comunitario non richiede più né la relazione degli esperti sulla congruità del rapporto di cambio, né la redazione della situazione patrimoniale e la relazione dell’organo amministrativo venendo così meno anche relativi obblighi di pubblicazione.

Semplificazioni per la scissione. È possibile non richiedere, nel caso di scissione mediante costituzione di nuova società, qualora non siano previsti criteri di attribuzione delle azioni o quote diversi da quello proporzionale, la redazione della relazione degli esperti, riconoscendo anche la facoltà di non pretendere la relazione dell’organo amministrativo e la situazione patrimoniale (modifica del comma 3, art. 2506-ter, con l’aggiunta del riferimento agli artt. 2501-quater e 2501-quinquies).

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