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Fusioni e scissioni aiutano i marchi

Per favorire le operazioni di riorganizzazione aziendale da parte delle imprese, il comma 95 della legge di Stabilità (208/2015) riduce da 10 a 5 anni il periodo di ammortamento di avviamento e marchi iscritti nel bilancio a seguito di operazioni straordinarie di fusione, scissione e conferimento d’azienda, se tali cespiti sono oggetto di riallineamento speciale in base all’articolo 15, comma 10, del Dl 185/2008, attraverso il versamento dell’imposta sostitutiva nella misura maggiorata del 16 per cento.
Come dispone il successivo comma 96 della legge di Stabilità, la modifica vale per le operazioni di aggregazione aziendale poste in essere a decorrere dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015 (esercizio 2016 per i soggetti solari).
La misura è di interesse per le imprese (Ias e non Ias), specie se intendono pianificare operazioni di riorganizzazione della titolarità dei marchi, che possono essere finalizzate a un duplice obiettivo:
da una parte, accentrare e rendere più efficiente la gestione di tali cespiti e delle attività ad essi connesse di ricerca e sviluppo;
dall’altra, semplificare le modalità di accesso al patent box, il nuovo regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo dei marchi.
In merito al patent box, va ricordato che la circolare delle Entrate 36/E del 1° dicembre 2015 (cap. 3) considera non elusiva o abusiva un’operazione straordinaria (fusione, scissione, conferimento d’azienda) che abbia lo scopo di rendere facoltativa la procedura di ruling, che è invece obbligatoria per i soggetti che sfruttano direttamente i beni immateriali, in quanto non vi è lo scopo di beneficiare di alcun vantaggio fiscale. Naturalmente, prosegue la circolare 36/E/2015, l’operazione straordinaria deve avvenire «nel presupposto che la società avente causa svolga una “substantial activity” in tema di ricerca e sviluppo».
L’affrancamento
Per comprendere appieno l’intervento normativo, occorre considerare che sono previste due tipologie di regimi opzionali per ottenere il riconoscimento fiscale (affrancamento o riallineamento) dei maggiori valori contabili iscritti in bilancio a seguito di fusioni, scissioni e conferimenti d’azienda o di rami d’azienda.
Vi è innanzitutto l’affrancamento “ordinario” (articolo 176, comma 2-ter del Tuir), che comporta che sui maggiori valori attribuiti in bilancio agli elementi dell’attivo costituenti immobilizzazioni materiali e immateriali si possa versare un’imposta sostitutiva di Ires, Irpef e Irap con aliquota:
del 12% sulla parte dei maggiori valori ricompresi nel limite di 5 milioni di euro
del 14% sulla parte dei maggiori valori che eccede 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
del 16% sulla parte dei maggiori valori che eccede i 10 milioni di euro.
I maggiori valori assoggettati a imposta sostitutiva si considerano riconosciuti ai fini dell’ammortamento a partire dal periodo d’imposta nel corso del quale è esercitata l’opzione e, nel caso dei marchi e dell’avviamento, si possono dedurre le relative quote di ammortamento in misura pari ad un diciottesimo, secondo le ordinarie regole previste ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.
Vi è poi l’affrancamento “speciale o alternativo” (articolo 15, commi 10, 11 e 12, Dl 185/2008) che si differenzia da quello ordinario, tra l’altro, poiché attraverso il versamento dell’imposta sostitutiva nella misura della maggior aliquota del 16% consente di dedurre l’ammortamento di marchi e avviamento in modo accelerato rispetto a un diciottesimo, a decorrere però dal periodo di imposta successivo a quello nel corso del quale è versata l’imposta sostitutiva. La legge di Stabilità per il 2016 incrementa da un decimo a un quinto la quota di ammortamento accelerato deducibile, a prescindere dall’imputazione a conto economico, con l’affrancamento speciale, rendendolo quindi sotto questo profilo ancor più conveniente rispetto all’affrancamento ordinario.
Le modalità di versamento
Nei calcoli di convenienza, si devono comunque tenere in conto alcuni ulteriori aspetti. In particolare, oltre alla diversa decorrenza della deduzione dell’ammortamento (differita di un esercizio per l’affrancamento speciale), si deve considerare che l’imposta sostitutiva dovuta per l’affrancamento speciale va versata obbligatoriamente in un’unica rata entro il termine per il versamento del saldo delle imposte sui redditi, mentre quella dovuta per l’affrancamento ordinario deve essere versata in tre rate annuali.
Di conseguenza, con riferimento a marchi e avviamento, per le operazioni poste in essere dal 2016, si avrà la seguente alternativa:
l’affrancamento ordinario, che significa versare in tre rate, rispettivamente del 30%, del 40% e del 30%, nel 2017, 2018 e 2019, l’imposta sostitutiva con le tre aliquote per scaglioni del 12%, 14% e del 16%, per ottenere la deduzione degli ammortamenti nella misura di un diciottesimo a decorrere dal 2017;
l’affrancamento speciale, che impone di versare in unica rata nel 2017 l’imposta sostitutiva del 16%, per ottenere la deduzione degli ammortamenti nella misura maggiorata di un quinto a decorrere dal 2018.
Naturalmente, nei calcoli di convenienza dell’affrancamento speciale occorrerà confrontare il versamento del 16% in unica rata con il risparmio attualizzato di Ires e Irap conseguibile negli esercizi 2018-2022, tenuto conto che con decorrenza dall’esercizio 2017 l’aliquota Ires è ridotta al 24 per cento.

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