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Fusioni tra banche europee, la Borsa punta su SocGen e Ing

La nuova guida della Vigilanza Bce sembra seriamente decisa a favorire un processo di aggregazioni cross-border tra le banche dell’Eurozona. E per questo il numero uno del Single Supervisory Mechanism (Ssm) Andrea Enria ha da pochi giorni preannunciato una serie di iniziative della Vigilanza per rimuovere alcuni degli ostacoli regolamentari, a partire dal trasferimento della liquidità tra singoli Paesi della Ue, che finora hanno impedito le fusioni transfrontaliere.

L’uscita pubblica di Enria non è passata inosservata negli headquarters delle grandi banche europee. Né tra le banche d’affari che da tempo lavorano, fiutando laute commissioni, per creare campioni europei anche nel settore finanziario.

Chi saranno i first mover a lanciarsi nell’arena delle fusioni cross border? Due nomi su tutti, secondo analisti ed investment bankers sentiti dal Sole24Ore: l’olandese Ing e la francese Société Générale. Entrambe diffonderanno i risultati di bilancio 2019 giovedì 6 febbraio e sarà interessante interpretare i messaggi che verranno dati agli investitori in chiave aggregazioni nelle conference di presentazione dei dati.

Ing, forte di una capitalizzazione di 38 miliardi di euro, è considerata in questa fase dal mercato la banca europea più pronta a giocare un ruolo da “aggregatore”. Sia per la rilevante capitalizzazione di mercato, sia per la disponibilità a trasferire fuori dall’Olanda la sede legale, anche a seguito della tassazione locale sulle remunerazioni dei manager, già emersa nel 2019 in occasione del fallito tentativo di merger con i tedeschi di Commerzbank.

Ulteriore caratteristica vincente di Ing, secondo gli analisti, è la rapida trasformazione digitale del gruppo che lo pone tra i più avanzati in Europa nella rimodulazione del proprio modello di business. Leadership digitale europea che è contesa dagli spagnoli di Bbva, che ormai si autodefiniscono una «data driven company», ma che difficilmente vengono visti in questa fase come un aggregatore in Europa e più concentrati nel ridurre il gap di presenza in Spagna-Portogallo rispetto ai rivali del Santander.

L’altro player considerato dal mercato sicuro protagonista del riassetto europeo è la francese Société Générale che ha una capitalizzazione di Borsa di circa 25 miliardi di euro e che da tempo è alle prese con un piano di ristrutturazione, basato su tagli di personale, cessione di asset, riduzione degli Rwa. Due anni fa SocGen aveva esplorato un tentativo di nozze con l’italiana UniCredit (che oggi vale circa 28 miliardi di market cap), accantonato all’epoca anche per il rischio Italia.

Il dossier tornerà d’attualità? Negli ultimi mesi, così come a dicembre 2019 in sede di presentazione del nuovo piano industriale, il ceo di UniCredit Jean Pierre Mustier ha escluso aggregazioni cross-border per la difficoltà di realizzare sinergie. Le aperture di Enria rappresentano una svolta per la strategia di UniCredit? È uno dei temi su cui gli investitori si soffermeranno nell’incontro di domani per la presentazione dei risultati 2019.

Temporaneamente fuori dai giochi del riassetto paneuropeo appaiono in questa fase, secondo gli analisti, le due grandi banche private tedesche Deutsche Bank e Commerzbank. Archiviati i negoziati formali per una fusione tra le due big tedesche, e dopo il ritiro di Commerz dalla gara che stava per scattare tra Ing e UniCredit, entrambe le banche sono alle prese con i rispettivi piani interni di ristrutturazione. Deutsche, tra l’altro, ha venduto attività di trading ai francesi di BnpParibas (leader europeo per capitalizzazione di mercato avendo superato con 60 miliardi il Santander) che non ha bisogno di accrescere le dimensioni anche se, si sottolinea sul mercato, monitora con attenzione quello che potrebbe accadere sul mercato interno francese.

Lo snodo principale del riassetto europeo resta, a detta di tutti, Société Générale, che potrebbe decidere di rompere gli indugi e aprire una trattativa formale per una aggregazione. Magari proprio con Ing che, ai tempi del tentativo di aggregazione con Commerz, si era affidata all’advisor Perella Weinberg. Perella Weinberg da circa un anno ha assunto da Goldman Sachs uno specialista del mercato dell’M&A francese come Cyrille Perard, che ha già svolto un ruolo importante nella fusione tra Psa e Fca. Chissà se il banchiere avrà un ruolo anche nel pilotare Ing sul mercato bancario francese.

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