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Fusione tra Nexi e Nets «Il risiko continuerà»

A poche settimane dalla fusione con Sia, che ha creato un gruppo del settore dei pagamenti digitali con una capitalizzazione stimata di oltre 15 miliardi, Nexi ieri ha acquisito la danese Nets, dando vita a un nuovo colosso dei pagamenti di scala europea.

L’operazione porterà, infatti, alla costituzione di un gruppo presente in 25 Paesi, tra cui i mercati europei più attraenti, a partire dalla Scandinavia, e con il potenziale di una «significativa creazione di valore per gli azionisti», con sinergie per circa 170 milioni euro annui a regime, in aggiunta ai circa 150 milioni euro stimati per la fusione con Sia e un aumento dell’utile per azione superiore al 25% nel 2022. Il nuovo gruppo — che potrà contare su 2,9 miliardi di ricavi pro-forma, un Ebitda di 1,5 miliardi e un flusso di cassa operativo per 1,2 miliardi — sarà realizzato esclusivamente tramite uno scambio di azioni (quindi senza alcun ricorso a operazioni di indebitamento) sulla base di una valutazione di Nets di circa 7,8 miliardi di euro come enterprise value e di 6 miliardi come 6 miliardi.

Il nuovo operatore, che risulterà il primo in Europa, sarà a trazione italiana: la guida sarà affidata alla presidente di Nexi, Michaela Castelli, e all’ad Paolo Bertoluzzo. Il primo azionista, una volta completata anche la fusione con Sia, sarà la Cassa Depositi e Prestiti con il 17% del capitale. Un altro 16% sarà in mano a Hellman & Friedman, il 10% ad Advent International e Bain Capital, il 10% a Mercury UK (il consorzio di fondi fino a poco tempo fa primo azionista di Nexi), il 5% a Intesa Sanpaolo e il 3% al fondo sovrano di Singapore Gic. La piazza di quotazione di riferimento sarà Borsa Italiana.

Bertoluzzo non ha escluso la possibilità di cogliere «ulteriori opportunità di crescita organica e non in aree come il portafoglio merchant di terzi o con soluzioni tecnologiche con nuovi prodotti». In Piazza Affari dopo un balzo del 5% il titolo ha chiuso in rialzo dello 0,68% a 14,81 euro.

Positivi i commenti politici. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro ha sottolineato come la fusione darà vita a un «leader in Ue a trazione italiana. Un’azienda competitiva a livello internazionale ma fortemente radicata nel nostro Paese, strategica anche per la transizione cashless».

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