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Fusione in vista tra Sea e Sacbo

Via libera all’integrazione tra gli aeroporti milanesi Linate-Malpensa e quello bergamasco Orio al Serio. I consigli di amministrazione delle due società, riuniti ieri in video conferenza, hanno dato parere positivo all’ipotesi di alleanza tra gli scali gestiti da Sea e da Sacbo, un’aggregazione che creerebbe un polo da 35,9 milioni di passeggeri avvicinandosi alle dimensioni di Fiumicino. Riconoscendo la validità della «prospettiva indicata, i consigli di amministrazione hanno quindi dato «mandato ai presidenti di valutare con gli azionisti le possibili soluzioni per rendere operativo il processo d’integrazione», si legge in un comunicato. La regione Lombardia nel rivendicare un ruolo di primo piano nella compagine degli azionisti, sostiene «il sistema infrastrutturale che collega gli scali lombardi alla rete viaria e ferroviaria nazionale è il volano dello sviluppo del sistema stesso» ha detto l’assessore ai Trasporti, Alessandro Sorte. 
«La Grande Milano ha bisogno di migliorare la sua connettività aerea internazionale. Fatta pari a 100 quella di Londra, Milano è a quota 24 rispetto a 46 per Francoforte – ha detto Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda -.Per questo da tempo abbiamo chiesto l’integrazione e non più la concorrenza degli scali che servono Milano: Malpensa, Linate e Orio. Integrare gestioni finora diverse significa ottimizzare le vocazioni degli scali, aumentando in maniera sinergica l’attrattività internazionale di vettori tradizionali come low cost, traffico turistico e business. Integrare è la cosa giusta da fare: come Assolombarda – conclude Rocca – l’auspicio è che possa concludersi positivamente».
Il processo era iniziato prima dell’estate quando lo scorso 26 giugno era stato affidato lo studio di fattibilità al Stefano Paleari – il quale continuerà a seguire le prossime fasi – rettore in scadenza dell’Università di Bergamo. Nella relazione di sintesi presentata ieri in Cda, Paleari evidenzia come il quadro europeo veda una tendenza alla concentrazione delle compagnie aeree, in presenza di una frammentazione del sistema aeroportuale: oggi i primi 5 vettori europei, presi singolarmente, hanno trasportato nel 2014 più passeggeri di Londra Heathrow, un fenomeno che si è accentuato negli ultimi dieci anni .
Gli aeroporti si trovano in una posizione di debolezza rispetto ai vettori che per battere la concorrenza aprono e chiudono le rotte con estrema velocità in particolare le compagnie low cost. Queste ultime, in particolare, sono arrivate ad avere una posizione di duopolio con il 45% dei passeggeri sul mercato europeo. Oltre alle argomentazioni settoriali, a sostenere l’integrazione ci sono anche quelle economiche dal momento che l’area di riferimenti dei due aeroporti con oltre 10 milioni abitanti, rappresenta oltre il 20% del Pil del paese con una forte vocazione all’export.
Dalle nozze potrebbe sorgere un colosso aeroportuale da 830 milioni di fatturato: Sea ha chiuso il 2014 con ricavi per 685 milioni, Sacbo per circa 101 milioni. Sul fronte del traffico il nuovo sistema potrebbe movimentare circa 35,9 milioni di passeggeri e 566 tonnellate di merci, avvicinandosi all’hub nazionale di Fiumicino. A Linate e Malpensa sono transitati lo scorso anno complessivamente 27,7 milioni di passeggeri (13,2 milioni nel primo semestre 2015), Orio al Serio si accinge a raggiungere e superare a fine anno il tetto dei 10 milioni. Con l’integrazione, il nuovo polo si confermerebbe anche il primo scalo cargo italiano. Per quanto riguarda gli azionisti, la relazione sottolinea come «il valore strategico degli aeroporti per i territori giustifica la permanenza di un nucleo di soci pubblici anche con quote di minoranza». L’integrazione, comunque, non è l’unica via possibile. Palearo non lo specifica, ma è chiaro che lo sbocco finale potrebbe essere la Borsa . Lo ha detto lo stesso presidente di Sea, Pietro Modiano qualche tempo fa: «Nell’ipotesi in cui la fusione dovesse andare in porto, è molto ragionevole pensare che ci sia un’Ipo».

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