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Fusione Fonsai, consiglio della verità

MILANO — Inizia oggi alle 15 il consiglio di Fonsai, decisivo per il progetto di fusione con Unipol. Il board della compagnia, con il contributo fondamentale del comitato degli amministratori indipendenti, delibera se aderire alla proposta di aggregazione oppure no. Ieri intanto il presidente della Consob Giuseppe Vegas ha assicurato che la decisione sull’esenzione dell’Opa avverrà «in tempi abbastanza rapidi». E il tribunale ha fissato per il 2 maggio l’udienza sulla richiesta di fallimento presentata dal pm Luigi Orsi per le holding familiari dei Ligresti Sinergia e Imco. In Procura si è poi presentato anche l’Isvap che ha depositato un nuovo esposto su Fonsai: sulla base anche dei risultati delle ispezioni dell’authority il magistrato potrà verificare se emergano fatti di rilievo penale relativi a un possibile ostacolo all’attività di vigilanza.
Lunedì Unipol ha reso noto la proposta relativa al concambio, che prevede una partecipazione del gruppo bolognese al nuovo polo assicurativo destinato a nascere dalla fusione pari al 66,7%. Proposta accettata dalla holding Premafin. Con queste indicazioni sul tavolo oggi il board Fonsai inizia con la relazione degli advisor, Citi per il comitato degli amministratori indipendenti e Goldman Sachs per il consiglio. Poi la parola passa agli indipendenti che formuleranno la propria opinione motivata sul progetto di fusione e relativo concambio. Quindi si esprimerà il consiglio.
Dal consiglio e relativo advisor dovrebbero pervenire alcune considerazioni di fondo. Da un lato verranno illustrati il percorso di tre mesi di lavoro, il valore del progetto di fusione e la sua unicità; dall’altro verrà sottolineato che la compagnia al 31 marzo, pur avendo registrato un buon andamento industriale, presenta ancora il margine di solvibilità pari a 95 (con il contributo del decreto milleproroghe) e quindi inferiore alla soglia autorizzativa. In secondo luogo la situazione del mercato rende più complesso rispetto anche solo a un mese fa raccogliere risorse e costituire un consorzio di garanzia per importi come quello che andrà a richiedere Fonsai, 1,1 miliardi. In sostanza, dunque, in caso si abbandonasse il progetto ci sarebbe il rischio di un commissariamento. Del progetto fa parte anche il concambio proposto. E qui, anche sulla base di possibili valutazioni differenti, la strada che potrebbe essere ricercata per rendere l’ipotesi più favorevole agli azionisti Fonsai potrebbe affidarsi a strumenti finanziari da studiare. La decisione degli indipendenti, che sarà formulata per prima, sarà dunque particolarmente «pesante» sotto il profilo dell’importanza e della responsabilità.
Sempre ieri infine si è tenuta la riunione fra Sinergia-Imco, advisor e le banche creditrici. Il percorso tracciato è quello della ristrutturazione del debito secondo l’articolo 182 bis della legge fallimentare.

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