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Fusione Eads-Bae verso il rinvio

Le difficoltà che il progetto di fusione tra Eads e Bae Systems sta incontrando non consentiranno il rispetto della scadenza del 10 ottobre – prevista dalla normativa britannica – per la formalizzazione dell’accordo.
Questa prospettiva è ormai certa dopo che il ministro della Difesa tedesco Thomas de Maiziere ha dichiarato di ritenere che occorrerà più tempo, mentre anche fonti francesi hanno segnalato come la complessità delle questioni sul tavolo possa rendere inevitabile una proroga. De Maiziere ha parlato della questione con i colleghi di Francia e Regno Unito a margine del vertice europe di Cipro dei responsabili della Difesa: «discussioni costruttive» e «situazione aperta», ha detto, con un linguaggio che in termini diplomatici conferma l’esistenza di divergenze di vedute.
Il chief executive della casa madre di Airbus, Tom Enders, ha invece dichiarato di non vedere ragioni per cui la “deadline” del 10 ottobre – legata alla normativa britannica sull’M&A – debba saltare, in quanto le due società hanno raggiunto l’accordo su tutto quanto necessario per procedere. Enders ha comunque riconosciuto che la palla è nel campo dei Governi che controllano direttamente o indirettamente la maggioranza del capitale, le cui quote e diritti speciali sono destinati a ridimensionarsi drasticamente.
Se le riserve tedesche riguardano in particolare le garanzie occupazionali e quelle contro possibili takeover (si dubita che la golden share proposta sia risolutiva e atutta prova di sfide legali), Parigi non fa mistero di voler mantenere una quota significativa come azionista e la possibilità di avere una precisa voce in capitolo sulle principali decisioni; il che complica le prospettive di una intesa in cui la parte britannica dovrà comunque avere un qualche ruolo distinto per poter continuare ad avere un accesso privilegiato alle commesse militari statunitensi. Non c’è inoltre unanimità di vedute sul concambio previsto (60% Eads, 40% Bae Systems per l’entità nascente dalla combinazione).
Sullo sfondo, si proiettano le incognite riguardanti l’atteggiamento di Washington su una fusione che dovrebbe rendere più competitiva l’industria europea nei confronti della Boeing e di altre aziende americane.
Le ultime mosse della Ue in sede di Organizzaizone Mondiale del Commercio (vedi l’articolo a fianco) paiono destinate a irritare gli americani, che hanno a disposizione vari strumenti per sabotare – se volessero – una maxifusione che non può lasciarli indifferenti senza che per loro sia facile vederne i vantaggi.

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