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Fusione Deutsche Börse-Lse: Bruxelles apre un’indagine

La Commissione europea ha annunciato ieri di avere aperto un’indagine sulla proposta di fusione tra Deutsche Börse e il London Stock Exchange (LSE). L’operazione preoccupa le autorità comunitarie perché potrebbe mettere in pericolo la libera concorrenza in un settore cruciale del mondo finanziario. La fusione tra le due società riguarderebbe in buona sostanza le principali piazze finanziarie della Gran Bretagna, della Germania e dell’Italia.
«I mercati finanziari giocano un ruolo essenziale nell’economia europea – ha commentato in un comunicato la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager –. Dobbiamo vigilare perché gli attori del mercato continuino ad avere accesso alle infrastrutture dei mercati finanziari a condizioni di concorrenza. Ecco perché abbiamo avviato una inchiesta approfondita». L’operazione era stata notificata alla Commissione europea il 24 agosto scorso.
Secondo una prima analisi dell’esecutivo comunitario, la proposta di fusione potrebbe limitare la concorrenza tra gli altri nei seguenti settori: i prodotti derivati, le azioni tedesche, i prodotti negoziati in Borsa. Bruxelles è preoccupata che vi sia anche una limitazione della libera concorrenza nel campo delle società di compensazione. «Una tale fusione provocherebbe di gran lunga la nascita del più grande operatore borsistico d’Europa», ha spiegato la Commissione in un comunicato.
Per tutta risposta, il LSE ha annunciato ieri di essere pronto a vendere la sua quota in LCH, una delle principali società di compensazione nel mondo. Il gruppo britannico ha spiegato di voler rispondere «con spirito di iniziativa» (proactively in inglese) alle obiezioni comunitarie. Sul fronte di Deutsche Börse, quest’ultima controlla la società di compensazione lussemburghese Cleastream e la piattaforma di gestione del mercato dei derivati Eurex.
La vendita di LCH «potrebbe calmare le acque per quanto riguarda le attività nel settore della compensazione, ma non rassicura sulle altre preoccupazioni – ha detto all’agenzia di stampa Bloomberg Jonathan Goslin, un analista di Numis Securities -. Quando si cerca di associare due dei più importanti operatori di mercati è normale che si debbano affrontare molti interrogativi». Proprio l’attività di compensazione è un aspetto cruciale di un’operazione del valore di 13 miliardi di dollari.
La presa di posizione di Bruxelles non deve sorprendere. L’annuncio dell’operazione aveva indotto molti osservatori a prevedere dubbi comunitari (si veda Il Sole/24 Ore del 25 febbraio). Il London Stock Exchange controlla oltre alla piazza londinese anche la Borsa di Milano. La proposta di fusione stona per molti versi rispetto alla realtà politica. In giugno, la Gran Bretagna ha deciso per referendum di lasciare l’Unione europea. Negoziati dovrebbero iniziare a breve per sancire l’uscita del paese.
È la terza volta che Deutsche Börse tenta di scalare il LSE, dopo i tentativi del 2000 e del 2005. In passato la piazza di Francoforte aveva anche tentato di unirsi al NYSE-Euronext, senza successo. Il principale concorrente di Deutsche Börse e del LSE – vale a dire la stessa NYSE-Euronext, che raggruppa tra le altre le borse di Parigi e Bruxelles – si era detto preoccupato dal progetto di fusione, mentre i governi francese e belga avevano protestato e avvertito dei rischi per la stabilità finanziaria.

Beda Romano

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