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Fusione Atlantia-Gemina, scintille in Borsa

MILANO — Grandi manovre in casa Benetton per il riassetto di Atlantia e Gemina. Secondo le voci di mercato a Ponzano Veneto starebbero accelerando il lavoro sul riassetto per arrivare a definire entro fine mese i diversi tasselli dell’operazione di fusione tra la società che controlla Autostrade per l’Italia e quella a cui fa capo Adr. In realtà i tempi potrebbero non essere così brevi, anche se la Borsa sembra puntare a un annuncio imminente. Ieri i titoli Gemina hanno guadagnato il 9,25% mentre Atlantia è rimasta ferma. Dalle sale operative spiegano che gli strappi di prezzo a Piazza Affari potrebbero complicare la composizione del puzzle. Da quando, prima di Natale, hanno iniziato a diffondersi indiscrezioni su una possibile fusione allo studio, Gemina ha guadagnato quasi il 40%.
In entrambi i gruppi la famiglia di Ponzano Veneto è il primo azionista e quindi la fusione Atlantia-Gemina non dovrebbe avere particolari effetti diluitivi sulla quota in mano a Edizione, anche se molto dipende da come sarà strutturata l’operazione. La quale, oltre a semplificare la catena di controllo, punterebbe a dotare il gruppo di una maggiore forza finanziaria. Atlantia, viene spiegato, ha strutture e capacità per il project finance e per gli investimenti che invece manca ad Adr. Dopo il via libera al contratto di programma arrivato alla vigilia di Natale, la società che gestisce Fiumicino ha di fronte un piano pluriennale di investimenti da 12,5 miliardi di euro. Proprio ieri Moody’s ha annunciato di aver avviato una revisione del rating di Aeroporti di Roma, oggi Ba2, per un possibile «upgrade» in seguito all’aumento delle tariffe aeroportuali.
Non è escluso che nel fine settimana possa esserci una schiarita, con il conferimento dell’incarico agli advisor. Al momento tuttavia non risultano consigli convocati, ma basta un preavviso di poche ore. Per adesso al lavoro ci sono Mediobanca e Goldman Sachs, che sono anche azionisti la prima di Gemina l’altra di Atlantia attraverso Sintonia, ma la rosa è destinata ad allargarsi nel momento in cui saranno definiti i diversi passaggi. Stando alle indiscrezioni di mercato, gli advisor al momento starebbero valutando l’alternativa tra l’offerta d’acquisto e quella di scambio e pare che al momento l’opzione cash sarebbe preferita, anche perchè darebbe una way out ai soci di minoranza, che uscirebbero così dalla partita monetizzando l’investimento. Potrebbe essere il caso di Unipol, che ha ereditato il 4,18% di Gemina da FonSai, o della famiglia Toti che ha il 12,26%. Secondo il mercato anche Generali potrebbe cedere il suo 2,87% ad Atlantia.

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