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Furbetti delle tasse, sequestri per 6 miliardi

Roma Ci sono i cittadini totalmente sconosciuti al Fisco e quelli che frodano il Servizio sanitario nazionale con falsi requisiti. Ci sono gli evasori dell’Iva e quelli che percepiscono contributi dall’Inps pur non avendo titolo. Eccola l’Italia «indecente» contro la quale ha puntato il dito il capo dello Stato Sergio Mattarella quando ha evidenziato che «se io mi sottraggo al mio dovere di contribuire sto sfruttando quello che gli altri pagano, con le tasse che pagano». La fotografia è nell’ultimo rapporto della Guardia di Finanza che dà conto dei risultati fino al giugno scorso, ma confermando come nel 2019 sia stata superata la soglia dei sei miliardi di euro di richieste di sequestro per reati fiscali. È stato lo stesso presidente della Repubblica a sottolineare «la possibilità di aumentare pensioni e stipendi e di abbassare le tasse per chi le paga» se non ci fossero «i 119 miliardi di evasione così com’era stata calcolata nell’ultimo documento ufficiale dell’anno passato». E i dettagli delle operazioni delle Fiamme Gialle individuano i settori di maggiore gravità.

Le ultime verifiche svolte dai finanzieri confermano il trend già evidenziato nel giugno scorso, quando fu dato conto dell’attività svolta tra il 1° gennaio 2018 e il 31 maggio 2019. In 18 mesi «sono stati riscontrati 15.976 reati fiscali (emissione e utilizzo di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento delle scritture contabili) e denunciati 18.148 soggetti». I fascicoli aperti nelle Procure di tutta Italia sono stati 16.807 per un totale di «proposte di sequestro avanzate pari a 9,3 miliardi di euro». Ebbene la stima che riguarda gli ultimi dodici mesi calcola proposte di sequestro per oltre 6 miliardi di euro con un aumento percentuale che allarma. La linea imposta a tutti i reparti prevede infatti «il potenziamento dell’analisi di rischio mediante banche dati sempre più interoperabili tra loro sviluppata, a livello centrale, con le moderne tecnologie informatiche» e questo ha fatto scattare misure patrimoniali per 1,5 miliardi di euro con un aumento che appare costante anche rispetto agli anni precedenti. A questo si aggiungono i «13.285 soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali), che hanno evaso 3,4 miliardi di Iva» ma anche gli «8.032 datori di lavoro denunciati per aver impiegato 42.048 lavoratori in nero.

Nell’agricoltura

I falsi braccianti? Assunzioni fittizie per fruire di cassa integra-zione non dovuta

Il rapporto aggiornato ai primi sei mesi del 2019 ha dimostrato un aumento vertiginoso delle denunce pari all’88% per «indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari» e del 34% per chi usufruiva senza averne i requisiti delle «prestazioni sociali agevolate». Un anno fa un’inchiesta della Procura di Termini Imerese aveva portato alla denuncia di otto persone che erano riuscite a sottrarre alle casse pubbliche quattro milioni e mezzo di euro. Le truffe su spesa previdenziale e sanitaria sono state di ben 108 milioni, ma si è riusciti a recuperare soltanto 15 milioni e anche questo serve a dare la misura di quanto sia complicata la lotta all’evasione. Non a caso la Finanza ha evidenziato come «le frodi più ingenti hanno interessato le indebite percezioni di rimborsi e pagamenti da parte del Servizio sanitario nazionale (29 milioni di euro) e la fraudolenta gestione di ricoveri e prestazioni da parte di strutture accreditate al Servizio sanitario nazionale per 15,9 milioni. Nota dolente rimane quella della previdenza. Il rapporto sulla spesa evidenzia come «le condotte fraudolente nel settore previdenziale e assistenziale, che si annidano soprattutto nelle frodi in danno dell’Inps, hanno consentito di captare indebite erogazioni per oltre 27,3 milioni, pari a circa il 59% delle condotte illecite accertate nel presente segmento operativo». Per questo si rimarca la «rilevanza strategica degli interventi per l’inclusione e la sostenibilità sociale e il rilancio degli investimenti pubblici, a livello nazionale e locale. Nel settore della spesa «ogni inefficienza o spreco incide in maniera diretta e immediata sulla vita dei singoli cittadini».

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