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Fuori dai tribunali è meglio

Per i creditori è una buona notizia. Lo strumento, infatti può essere utilizzato in alternativa al decreto ingiuntivo. Ma rispetto a questo è più veloce e ha generalmente un costo più basso. Oltretutto la negoziazione, così come la mediazione, consente al creditore una valutazione più ampia del rapporto con il suo debitore rispetto a quello che può fare un giudice. Per esempio, l’impresa creditrice può avere interesse a concedere uno sconto sull’importo del credito per garantirsi in cambio ulteriori commesse. Con un decreto ingiuntivo, nella maggior parte dei casi avrebbe perso il cliente. Ulteriore vantaggio è che con la negoziazione assistita non ci sono spese di giudizio. L’unico costo è quello relativo alla parcella dell’avvocato. Non ci sono nemmeno le spese relative all’organismo di conciliazione, che sono invece dovute nella mediazione. Tuttavia l’accordo eventualmente raggiunto ha validità di titolo esecutivo. Quindi consente, per esempio, un pignoramento sui beni del debitore inadempiente.

Al di là dei casi nei quali il tentativo di negoziazione (o di conciliazione) è previsto obbligatoriamente dalla legge come condizione di procedibilità, questi strumenti di soluzione extragiudiziale delle controversie saranno sempre più spinti dalla volontà dei giudici che già ora in molti casi invitano gli avvocati delle parti a mettersi d’accordo fuori dai tribunali, minacciando magari la condanna alle spese per la parte che risulterà soccombente. Infine, ma non da ultimo, queste procedure consentono di evitare l’imprevedibilità delle decisioni giudiziali che magari, per un cavillo procedurale, ribaltano il risultato atteso dalle parti.

Certo, perché queste procedure extragiudiziali possano dare i frutti sperati, occorre che gli avvocati sappiano fare la loro parte. Abbandonando l’approccio contenzioso, tipico della professione, puntando alla soluzione dei problemi concreti più che allo sfruttamento ossessivo dei margini di ambiguità normativa.

Se già oggi, secondo le statistiche del ministero della giustizia, la metà delle cause di valore inferiore a 5 mila euro, riesce a trovare uno sbocco positivo con la mediazione, grazie soprattutto al risparmio dei costi processuali che questa consente, la scommessa per il futuro è di estendere i vantaggi della conciliazione anche a controversie di importo decisamente superiore.

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